MARZO 2022 ANNO XLVII-232 ADAR 5782

 

 

Italia e UK

 

Persona non grata

David Calef

 

La visita in Gran Bretagna di Bezalel Smotrich, leader del Partito Religioso Sionista (HaTzionut HaDatit) doveva essere una passeggiata. E invece potrebbe forse segnare un punto di svolta nella storia delle relazioni tra Israele e la diaspora. I rapporti tra Israele e i rappresentanti delle comunità ebraiche nella Diaspora sono solitamente improntati alla massima cordialità e cortesia. Istituzioni come l’UCEI, il CRIF (Conseil représentatif des institutions juives de France ) e il Board of Deputies in Inghilterra sono ben disposti nei confronti dei vari governi israeliani e dei rappresentanti politici indipendentemente dal loro orientamento. Tuttavia, nella seconda settimana di febbraio, la comunità ebraica britannica ha dato un dispiacere a Smotrich in visita nel paese.

Il programma del politico israeliano era semplice: visitare le comunità ebraiche di Londra, Parigi e Marsiglia per ottenere il sostegno degli ebrei ortodossi contro il disegno di legge del ministro degli affari religiosi Matan Kahana che intende indebolire il monopolio che il Gran Rabbinato di Israele esercita sulla vita quotidiana dei cittadini ebrei israeliani in materia di kasherut e conversione all’ebraismo.

La prima tappa a Londra gli è stata fatale. Smotrich ha fatto appena in tempo a sbarcare all’aeroporto di Heatrow che il Board of Deputies (BoD), l’organo che rappresenta la comunità ebraica britannica e tutte le sue correnti (ortodossi, conservative, reform, haredi etc.) nei confronti delle istituzioni del regno, ha lanciato un tweet poco amichevole: “Rifiutiamo le abominevoli opinioni e l'ideologia d'odio di Bezalel Smotrich. Facciamo appello a tutti i membri della comunità ebraica britannica perché gli mostrino la porta. Riprendi l’aereo, Bezalel, e che tu sia per sempre ricordato come una sciagura. Qui non sei il benvenuto”.

Il tweet, condiviso dal BoD con i principali quotidiani di lingua inglese in Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele, era così insolitamente duro per un’organizzazione notoriamente equilibrata che sulle prime si è pensato che l’account tweet fosse stato hackerato.

Ma il tweet era autentico. Il giorno dopo (10 febbraio), Michael Weiger, direttore del BoD, ha spiegato in un’intervista al canale televisivo i24 che il Board, impegnato in campagne contro l’antisemitismo l’antisionismo e il razzismo, avrebbe perso di credibilità nel passare sotto silenzio la visita di un politico israeliano noto per posizioni intolleranti e razziste nei confronti di arabi, omosessuali ed ebrei non ortodossi.

Smotrich infatti non è un conservatore qualunque come ce ne sono tanti nella Knesset in partiti come Likud, Yamina e Yisrael Beiteinu. Smotrich è orgogliosamente omofobo, auspica che nei reparti degli ospedali israeliani siano applicate politiche di segregazione che impediscano a una donna araba di partorire nella stessa camera di una donna ebrea e non si fa problemi nel raccomandare che si spari ai palestinesi anche minorenni che tirano pietre ai soldati israeliani. Va da sé che Smotrich vive in un insediamento (Kedumim), che intende instaurare in Israele un regime halakhico e che sostiene che Israele debba imporre con la forza la propria sovranità su tutta la West Bank senza distinzioni tra area A, B e C. Insomma, in visita a Londra era arrivato un suprematista ebraico a tutto tondo.

Alla fine l’agenda di appuntamenti di Smotrich in Gran Bretagna si è ridotta di molto. Ad incontrare l’ex ministro dei trasporti israeliano (governo Netanyahu 2019-2020) sono stati solo un rabbino di Mizrachi UK (movimento religioso sionista) e due emissari del Bnei Akiva. Questa associazione ha immediatamente precisato che i due shlichim avevano incontrato Smotrich solo a titolo personale visto che il Bnei Akiva rifiuta manifestazioni di razzismo, omofobia e odio. Dal canto suo, anche Mizrachi UK ha preso le distanze chiarendo che l’incontro con Smotrich non comportava la condivisione delle opinioni dell’ospite israeliano.

Nel frattempo 15 organizzazioni ebraiche e sioniste di vario orientamento politico e religioso hanno mandato una lettera a Priti Patel, Ministro degli Interni del Regno Unito, sottolineando che la presenza di un seguace dell’ideologia di Meir Kahane comportava un rischio serio per il paese, essendo costui un “estremista che incita all’odio nei confronti di arabi, musulmani, LGBT ed ebrei”. I firmatari hanno concluso la lettera chiedendo a Ms. Patel di usare il suo potere istituzionale per allontanare immediatamente Smotrich dal territorio nazionale. Insomma, una vera e propria debacle ampiamente ripresa dai media, ebraici e non, in Israele, in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Il deputato kahanista non l’ha presa benissimo visto che ha accusato la comunità ebraica inglese di comportarsi come gli ebrei tedeschi negli anni Trenta incuranti - a suo dire - dell’antisemitismo in crescita nel Regno Unito perchè fuorviati da idee “progressiste e malate” che l’avrebbero spinta a criticare un politico israeliano. Fanatico, ma israeliano e quindi in quanto tale immune da critiche.

È possibile trarre una morale chiara da questa storia? Difficile dirlo con sicurezza. Le dichiarazioni del BoD e del resto della comunità britannica costituiscono un precedente inedito. Una posizione così dura e intransigente segna forse la fine dell’accettazione automatica di politici israeliani quando questi ultimi esibiscono senza remore valori che confliggono con i principi a cui si ispirano le principali democrazie europee.

Resta qualche dubbio sulle incongruenze che caratterizzano il comportamento del BoD. Molte delle posizioni di Smotrich sono condivise anche dall’attuale ambasciatore d’Israele nel Regno Unito Tzipi Hovotely, la quale all’inizio del suo mandato nel 2019 era stata in effetti contestata da alcuni membri del BoD e da molti ebrei inglesi.

Perché essere comprensibilmente severi con Smotrich e indulgenti con l’ambasciatrice? Forse perché Hovotely si astiene dai toni da predicatore bigotto che sono invece la cifra di Smotrich. Forse un po’ di realpolitik ha guidato la decisione del BoD: criticare un ultranazionalista che oltrepassa tutti i limiti per tollerare e accettare i nazionalisti che sanno come ci si comporta in società. Time will tell.

David Calef

 

Eva Romanin Jacur, Ester davanti ad Achashverosh,
dal Libro di Ester, ed. Logart Press

 

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