MAGGIO 2022 ANNO XLVII - 233 IYAR 5782

 

 

Storia

 

 

 

 

L’archivio della comunità ebraica di Ivrea

Nuovi documenti e progetto di riordino e valorizzazione


Chiara Pilocane

 

Nel marzo scorso l’Archivio Terracini è stato coinvolto in un’iniziativa dedicata alla storia, e quindi alla documentazione archivistica, della Comunità ebraica di Ivrea. In prossimità di Purim il Gruppo di Studi Ebraici ha infatti organizzato un incontro on line per presentare un volumetto di recente pubblicazione incentrato su un accadimento rilevante per la Comunità ebraica eporediense (Purim, Purim katan, memorie famigliari di Mario Jona), e ha invitato a condurre la presentazione l’Archivio, che è eletto custode del fondo documentale di questa come di altre Comunità divenute sezioni di Torino.

La serata è stata occasione per discutere non soltanto del libro ma soprattutto, con uno sguardo più ampio, delle fonti per la storia di questo importante insediamento ebraico e, in particolare, per fare qualche cenno alle carte prodotte dall’attività della Comunità. Tale documentazione – o, più precisamente, quanto oggi ne sopravvive – è in larga parte conservata in Archivio, ma alcuni documenti importanti che farebbero a pieno titolo parte del fondo della Comunità di Ivrea, e l’incontro lo ha messo bene in luce, sono tuttora dispersi fra privati e nel mercato antiquario. Fra questi ultimi, per una fortunata causalità, ne è stato acquistato uno per conto dell’Archivio esattamente nei giorni in cui si organizzava la presentazione del libro: il foglio, consegnatoci formalmente dal presidente della Comunità di Torino, è un avviso del Consiglio di Amministrazione datato 29 settembre 1853 in cui si lamenta l’inadempienza di alcuni chazanim e si comunicano i nomi degli incaricati alle letture per gli imminenti Mo‘adim (fig. 1).

L’arrivo di questo documento e quindi la necessità di inserirlo nel fondo già inventariato sono oggi di stimolo per intraprendere una revisione della schedatura e del riordino a suo tempo realizzati (2014), che necessitano di profonde correzioni, e, in seguito, per realizzare un lavoro di valorizzazione di questo archivio attraverso l’integrazione e il collegamento con altri materiali pertinenti alla vita della Comunità eporediense che pure custodiamo e che, grazie anche agli strumenti che in questo senso offre l’informatica, intendiamo mettere finalmente in piena luce a beneficio degli studi in primo luogo, ma anche della fruizione da parte del pubblico più ampio: fra questi, ad esempio, alcuni avvisi e documenti delle Confraternite (per un es. si veda fig. 2), che erano stati esclusi dall’inventario solo perché in ebraico e di grande formato, degli arredi sinagogali, qualche opuscolo a stampa e alcuni manoscritti (come quello della Chavurat Zerizim, fig. 3), che sono conservati nel fondo librario.

Chiara Pilocane

 


Fig. 1

 


Fig. 2

Fig. 3

 

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