MAGGIO 2022 ANNO XLVII - 233 IYAR 5782

 

 

Libri

 

 

 Rassegna

 

Emanuele Edallo (a cura di) – Insegnare l’indicibile. Didattica della Shoah e della deportazione – Ed. Biblion – 2021 (pp. 167, € 18) La struttura del volume raccoglie in gran parte gli interventi del seminario di studi Shoah e deportazioni. Didattica tenuto presso l’Università di Milano nel 2020. Il curatore è anche autore di un intervento che si apre sulla ricostruzione storica della deportazione degli italiani nei lager tedeschi. Gli altri autori dei saggi nel testo sono: Raffaele Mantegazza che introduce il lettore al complesso rapporto tra memoria, politica e oblio della Shoah; Paola Forlin che sposta l’attenzione sull’approccio didattico della storia e della Shoah nella scuola primaria per insegnare ai bambini i metodi di ricerca e suscitare curiosità favorendone lo sviluppo critico; l’Associazione Nazionale Ex deportati nei Lager nazisti (ANED) e Associazione Lapsus che propongono i risultati emersi dall’esperienza di progettazione e realizzazione del corso online Storia e memoria delle deportazioni; Riccardo Tobaldini che si è soffermato sulle opportunità offerte da un viaggio della memoria; Paolo Pezzino che racconta l’esperienza della Summer School dedicata alla didattica della Shoah nel 2019 sulle contraddizioni della Giornata della Memoria. Un’appendice riguarda la rilevanza crescente di discorsi antisemiti nel web dovuta anche alla sempre maggiore rilevanza dei social media come fonte d’informazione. (e)

 

Francesco Lotoro – Un canto salverà il mondo. 1933-1953: la musica sopravvissuta alla deportazione – Ed. Feltrinelli – 2021 (pp. 301, € 20) L’autore è pianista, compositore, direttore d’orchestra e ha creato la Fondazione Istituto di letteratura musicale concentrazionaria con sede a Barletta. Il libro recupera la scrittura musicale dei campi di concentramento e nei luoghi di cattività civile e militare dei Lager nazisti e dei Gulag stalinisti in un archivio enorme. È un testo che non si presta a una lettura consequenziale mettendo insieme Paesi, luoghi, nomi, campi di detenzione e di sterminio, incontri, viaggi, musiche e musicisti, compositori, documenti. (e)

 

Pierre Savy (a cura di) - Storia mondiale degli Ebrei – Ed. Laterza – 2021 (pp. 484, € 28) L’obiettivo del libro è una storia che percorre più di tremila anni, ricca complessa e movimentata, costellata di guerre, di lotte e di sofferenze ma anche di successi. L’unità del libro è data dalla sua volontà di dar conto di una diversità, evidenziata dal numero degli autori differenti per aree di competenza e di discipline di specializzazione. Il criterio su cui poggia è presentare una storia degli Ebrei dalle origini fino ai nostri giorni, ordinata per date, divisa in parti: la prima va dalle origini al VI secolo (dal 1207 a.C. al 523); la seconda, che va dal Medioevo alla emancipazione (dal 634 al 1786); la terza, dalle emancipazioni e dai disastri ai giorni nostri (dal 1791 al 2002). Un’appendice elenca i nomi degli autori. (e)

 

Alain de Vaucresson – In un istante tutto andò perduto. Memorie di Titiana dagli Anni folli alla Shoah – Ed. italiana fuori commercio – 2021 (pp. 329) Il libro tratta della testimonianza dell’ultima esponente della famiglia Allatini, Titiana, i cui genitori sono stati deportati e assassinati ad Auschwitz. Titiana non ha purtroppo potuto veder pubblicata la traduzione italiana perché è deceduta nel febbraio 2021. Il testo è stato trascritto dall’autore, cugino della protagonista della narrazione autobiografica, e rappresenta un interessante spaccato di un’epoca da un punto di vista culturale e artistico. (e)

 

Ilaria Pavan – Le conseguenze economiche delle leggi razziali – Ed. il Mulino – 2022 (pp. 312, € 25) L’autrice, docente presso la Scuola Superiore Normale di Pisa, tratta della questione delle spogliazioni patite dagli ebrei e del processo di restituzione dopo la fine della guerra e rappresenta uno degli ambiti più vivaci della recente storiografia sulla Shoah, specie per le peculiarità del caso italiano nel quale il processo di restituzione delle proprietà ebraiche si è protratto tra lungaggini e contraddizioni burocratiche sino agli anni Sessanta. Il libro ha una struttura cronologica. Il primo capitolo illustra qual era il profilo socioeconomico che la minoranza ebraica italiana presentava alla vigilia della persecuzione; nel secondo capitolo è affrontata la prima lunga fase della stagione persecutoria fascista, la persecuzione dei diritti degli ebrei; il terzo racconta il picco della persecuzione con nuovi sequestri, saccheggi e spogliazioni indiscriminate; il quarto riguarda la difficile fase del dopoguerra e le parziali, insoddisfacenti misure adottate dai nuovi governi democratici per gestire il reinserimento degli ebrei nella vita del Paese. Il capitolo finale è dedicato ad analizzare il caso italiano contestualizzandolo all’interno dello scenario globale delle cosiddette Holocaust Litigations, quelle azioni giudiziarie solitamente riunite sotto la forma di class actions, contro imprese, banche, società di assicurazione, solitamente europee, accusate di illeciti risalenti al periodo della persecuzione antisemita. (e)

 

Peter Schafer – Storia dell’antisemitismo. Dall’antichità ad oggi - Ed. Donzelli – 2022 (pp. 268, € 28) L’autore è uno dei massimi esperti di ebraismo dell’antichità e dell’età medievale ed è stato per anni direttore del Museo ebraico di Berlino. L’antisemitismo, per l’autore, si può definire come un sistema variabile, pluristratificato e aperto che si arricchisce costantemente di nuove sfumature nel corso della sua storia e viene continuamente reinventato nelle diverse costellazioni sociali. Il libro ha la pretesa di offrire uno sguardo d’insieme sulla nascita e lo sviluppo dell’antisemitismo nelle sue principali forme e manifestazioni, dalle origini ai giorni nostri. Il testo è diviso in otto capitoli temporali: l’antichità greco-romana; il Nuovo Testamento, tra ebraismo e cristianesimo; la tarda antichità cristiana; l’Islam, gli ebrei e i cristiani; il Medioevo cristiano; la prima età moderna; l’età dell’Illuminismo tra emancipazione e nazionalismo; dalle guerre mondiali a oggi con lo sterminio e il ritorno del rimosso. (e)

 

Jules Isaac – Genesi dell’antisemitismo – Ed. Sellerio – 2002 (pp. 335, € 22) L’autore, ebreo francese e antifascista (1877-1963), uno degli storici più noti nella prima metà del Novecento, aveva già scritto un libro intitolato Gesù e Israele. Il libro qui presentato, che ne è il seguito logico, è stato pubblicato in Francia nel 1956. Il testo, molto ben scritto, affronta il tema dell’antisemitismo, illustrandolo in due parti: la prima riguarda l’antichità pagana partendo dalla persecuzione d’Egitto e dall’esodo, poi al mondo greco e, infine, a quello latino; la seconda inizia dall’avvento dell’impero cristiano e racconta per esteso l’alto Medioevo, il mondo bizantino, l’Italia dei Goti, la Spagna dei Visigoti, la Gallia franca, l’epoca carolingia fino alla fine del primo millennio. (e)

 

Mario Jona – Purim, Purìm Katan, memorie familiari – Ed. Silvio Zamorani – 2022 (pp. 37, € 10) Una delle feste più celebrate della religione ebraica è quella di Purim che ricorda un antico pericolo scampato. Continuando in questa tradizione, ogni qualvolta un gruppo di ebrei superasse incolume una situazione pericolosa, stabiliva una piccola celebrazione locale chiamata Purim Katan, “piccolo Purim”. Il pericolo scampato in questo caso particolare è quello del coinvolgimento della comunità ebraica di Ivrea in occasione dell’assedio della città nel gennaio 1801 da parte di forze antifrancesi. La minaccia era grave perché gli ebrei avevano accolto con entusiasmo i princìpi dell’89 portati dalle truppe napoleoniche: l’Assemblea Nazionale costituente aveva infatti stabilito la trasformazione dei “sudditi” in cittadini con pari diritti. Gli Ebrei che in tutti gli Stati europei erano considerati “forestieri tollerati” privi di diritti, per la prima volta dopo secoli di esclusioni e persecuzioni si sentirono “liberi e uguali”. In appendice è riportato il testo ebraico di due note nel registro del Rabbino Salomone Jona che a metà Ottocento descrive i fatti avvenuti. Notevoli le illustrazioni nel testo. (e)

 

Pietro Rinaldo Fanesi - Gli ebrei italiani nelle Americhe dopo le leggi razziali del 1938 – Ed. Nova Delphi Academia – 2021 (pp. 130, € 18) L’autore, professore presso l’Università di Camerino, si è occupato essenzialmente di emigrazione economica e politica e di esilio italiano nelle Americhe. Nel testo traccia il percorso delle tante diversità del fenomeno, da quella classica emigrazione italiana all’estero originata dalla miseria e dalla trasmigrazione fondiaria a quella dei dirigenti politici dell’antifascismo in esilio fino a quella soprattutto della persecuzione fascista contro gli ebrei dopo l’emanazione delle leggi razziali. Nel primo capitolo sono indicati i proclami e le caratteristiche dell’emigrazione ebraica; nel secondo, l’esilio degli antifascisti; nel terzo l’emigrazione in Uruguay e Argentina; nel quarto e nel quinto, l’emigrazione in Brasile e in altri Paesi del Sudamerica; nel sesto, l’esilio di laici antifascisti, Mario Montagnana e Leo Valiani in Messico; nel settimo e ottavo, i rifugiati in USA e in Canada.  Conclude il libro una postfazione di Silvana Amati, già senatrice dal 2006 al 2018, come membro della Commissione straordinaria per la tutela della promozione dei diritti umani. (e)

 

Lettere da Auschwitz. Storie ritrovate nella corrispondenza inedita dal lager – a cura di Karen Taieb – Ed. UTET – 2022 (pp. 268, €19) Karen Taieb è la responsabile degli archivi del Memoriale della Shoah di Parigi. Questo libro è la storia di ventidue persone deportate ad Auschwitz nel sistema ufficiale di corrispondenza “Brief- Action” attivato tra il 1942 e il 1945 tra circa tremila ebrei francesi deportati. Il testo è diviso in tre parti: nella prima la corrispondenza attivata nel quadro della Brief-Action in via ufficiale che seguiva regole precise limitandosi a rassicurare brevemente le famiglie sotto costrizione dei nazisti, nel quadro di una vasta operazione di propaganda, con obbligatorio contenuto breve scritto in tedesco, che aveva anche lo scopo di fornire indirizzi alle famiglie utili forse a rassicurare sulla clemenza dei campi e forse a stanare altri ebrei; una seconda di lettere scritte clandestinamente in cui l’autore si nasconde sotto il nome di un detenuto non soggetto allo stesso regime di detenzione, per esempio un prigioniero politico o una persona destinata al lavoro obbligatorio; una terza riguarda le lettere inviate dai sopravvissuti al momento della liberazione dei campi. (e)

 

Lea Golgberg - Lampo all’alba. Poesie – Ed. Giuntina – 2022 (pp. 253, € 17) Le poesie dell’autrice (1911-1970), sono state scritte fra il 1948 e il 1955, nell’intervallo fra la Seconda guerra mondiale e la nascita dello Stato d’Israele. Il testo della raccolta delle cento poesie (che è presentato in italiano e in ebraico) costituisce, per un terzo di esse, la più grande concentrazione di sonetti nella poesia dell’autrice e fra le più grandi, in generale, della poesia ebraica moderna. Il testo è diviso in 18 cicli tra i quali il più bello è quello del ciclo dei 12 sonetti intitolato “L’amore di Teresa de Meung”, una nobildonna provenzale del Cinquecento. In appendice c’è, oltre a un notevole apparato di note, una cronologia della vita dell’autrice, una postfazione intitolata “La speranza dell’armonia, nonostante tutto” della curatrice dell’opera della poetessa in Israele. (e)

 

Daniela Sarfatti – Un’altra storia salvata. Vite spezzate e vite ritrovate nella bufera della Shoah – Ed. Salomone Belforte & C. – 2022 (pp.93, € 18) L’autrice della storia già raccontata dalla sua famiglia (Il piccolo grande uomo. Microstoria familiare nella tempesta della Shoah del 2019) ha scritto, dopo, la storia di una parte della famiglia di sua madre, i Cesana e i Polacco, nonché di Arminio Wachberger, genero della figlia Regina Polacco. Il testo si snoda in un ordine-disordine temporale attraverso la cronaca storica incrociando le vite in tempi e posti diversi. Moltissime fotografie e illustrazioni punteggiano il racconto. Un’appendice è dedicata alla Vita di Cesare Cesana (1904-1956), della nipote della nonna materna Miriam Cesana, Giulia Scalabrin. (e)

 

Massimo Giuliani – Antropologia halakhica. Saggi sul pensiero di Rav Joseph B. Soloveitchik – Ed. Salomone Belforte&C. – 2021 (pp.191, € 20) L’autore del libro, professore di Pensiero ebraico all’Università di Trento e professore di Cultura e religione ebraica all’Università di Urbino, presenta la raccolta dei saggi del rabbino Soloveitchik, definito – nella postfazione di David Gianfranco di Segni, direttore della Rassegna Mensile di Israel – “l’uomo della Halakhà”. Il testo consta di sei capitoli e di un Addendum: il primo titolo riguarda “L’antropologia halakhica e la sua influenza sul giudaismo modern orthodox”; il secondo “Il pensiero del rav nel contesto delle filosofie del giudaismo del XX secolo”; il terzo “Il carisma e la missione di Mosè”; il quarto “Dialogo o disputa con il cristianesimo, riserve teologico-politiche e sionismo religioso”; il quinto “Razionalismo etico di  Maimonide e l’interpretazione della Guida dei perplessi”; il sesto “Legge halachica e moralità halachica tra natura, etica e Torà”; l’Addendum, “Brevi esercizi di etica ebraica”. (e)

 

David Elber – Il mandato per la Palestina. Le radici legali dello Stato di Israele – Ed. Salomone Belforte & C. – 2022 (pp.217, € 25) L’autore, laureato in Storia moderna all’Università Statale di Milano, analizza il documento fondamentale di diritto internazionale promulgato dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1920. Dopo una nota sulla demografia dell’area, il testo inserisce il documento, divenuto prima il Mandato della Palestina e successivamente dello Stato di Israele, suddiviso in sei brevi capitoli: il primo riguarda il riconoscimento del popolo ebraico come nazione; il secondo, la Conferenza di pace di Versailles e l’articolo 22 del Patto della Società delle nazioni; il terzo, il sistema dei Mandati internazionali; il quarto, la Conferenza di Sanremo del 19 aprile 1920; il quinto e il sesto, il Mandato per la Palestina. Nelle conclusioni del libro, lautore commenta la famosa Risoluzione 181 dell’Assemblea Generale dell’ONU. Infine, una corposa appendice con tutti i relativi documenti e una bibliografia. Completano il testo le cartine geografiche dei luoghi. (e)

 

Max Gross - Lo shtetl perduto - Edizioni e/o, 2020 (pp. 443, € 19) Un tipico villaggio ebraico della Mitteleuropa, dove agiscono tutti i tipici personaggi conosciuti nei romanzi dei fratelli Singer e degli altri scrittori yiddish. Ma la foresta che circonda il villaggio lo esclude in un certo qual modo dalla Storia, preservandolo, isolato e ignaro degli accadimenti tragici: un fatto insolito apre all’avventura più straordinaria che toccherà proprio a colui che avremmo detto meno adatto ad affrontarla. Il tipico “scemo del villaggio” sarà protagonista di una “inarrestabile ascesa” che lo vedrà affrontare la modernità ma allo stesso tempo la verità storica: “talmente orrenda da non essere creduta”. Il tono favolistico del “c’era una volta” si irrigidisce a mano a mano che la narrazione procede con il sopravvento del reale ed il romanzo, sostanzialmente distopico, finisce per rivelarsi saldamente ancorato alla realtà dei luoghi e dei tempi. (s)

 

Rachel Bluwstein - Poesie - Ed. Interno Poesia, 2021 (pp. 175, € 13) “Il candido libro delle mie poesie” è la definizione che l’autrice stessa usa per riferirsi a questa raccolta. Rachel assurse a simbolo e mito del sionismo al punto da comparire effigiata sulle banconote e sui francobolli dello Stato d’Israele. Sebbene la sua storia sia nota e la sua tomba sia stata oggetto di pellegrinaggi, la sua opera nel tempo è stata in qualche modo “sminuita… se non fraintesa” e l’apparente contraddizione tra la tormentata vicenda personale e la passione poetica dei versi ha prodotto una qualche forma di oblio, aggravata dall’essere “poesia femminile” a fronte di poderose presenze maschili quali quella di Bialik e altri contemporanei. La preferenza di Rachel per la semplicità dei temi è stata probabilmente determinata dalla sua affiliazione all’estetica “acmeista” russa (Anna Achmatova, Osip Mandelstam): una poetica minimalista, priva di ornamenti ed ora non più in russo ma in ebraico. Le tematiche ricorrenti riguardano la madre/terra(Israele), gli amori, le amicizie, la campagna e lo Yam Kinneret (Lago di Tiberiade) sulle cui sponde riposa per sempre. (s)

 

Adriana Muncinelli - Ebrei a saluzzo (1938-1945) - Ed. Fusta, 2022 (pp. 261, € 16,90) Facendo seguito al precedente Even. Pietruzza della memoria. 1938 – 1945 in cui aveva raccolto dati su tutte le realtà piemontesi di quegli anni, Adriana Muncinelli presenta ora una monografia sulla minuscola comunità saluzzese, affiancata dal saluzzese Beppe Segre. Il volume presenta un ampio repertorio di dati, immagini, alberi genealogici di famiglie e si addentra, con dovizia di dettagli, nella ricostruzione delle vicende di alcune di quelle famiglie. La storia dei Levi, dei Lattes, dei Segre, dei Diena… un pullulare di individui istruiti, colti, animati da una vita attiva e soddisfacente … è preceduta dall’excursus storico del “Mondo di prima” a partire dal 1480 fino al censimento del 1938 per proseguire con la persecuzione, la deportazione, l’annientamento. A doveroso completamente in appendice si può leggere il testo dei “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”. (s)

 

Titti Marrone - Se solo il mio cuore fosse pietra - Ed. Feltrinelli, 2022 (pp. 237, € 17,50) La storia di Andra e Tatiana Bucci è ormai largamente nota ma, grazie a questa ricerca, si arricchisce di nuovi tasselli. Le sorelline con il cugino soggiornarono infatti a Lingfield (Inghilterra) insieme ad altri piccoli sopravvissuti e proprio in quella villa trovò attuazione il progetto di Anna Freud per il recupero di quelle creature sperdute e inselvatichite, garantendone un equilibrato sviluppo psico-fisico. Una squadra di psicologi e psicoterapeuti si attivò per facilitare il rientro in una società normale dei piccoli ospiti, stravolti da brutalità, violenza e morte. La vicenda romanzata, ma puntualmente verificata da ricerche approfondite e a tutto campo, ricostruisce variamente la biografia di molti tra quei venticinque bambini, alcuni dei quali non ricordavano neppure il proprio nome, ma mostravano il braccio… (s)

 

Riccardo Calimani - Come foglie al vento - Ed. Mondadori, 2022 (pp. 320, € 19,50) Numerosissime sono le storie sul Ghetto di Venezia, fin dalla Istituzione nel 1516, ma Calimani, qui nel ruolo insolito di nonno, comincia a raccontare a partire dei primi del Novecento e i suoi nipoti, con domande innocenti ma curiose ed attente, lo aiutano a  condurre a termine la narrazione che, con la posa delle Pietre d’Inciampo nel Campo del Ghetto, arriva ai giorni nostri. Calimani, uno dei massimi studiosi e conoscitori della storia degli ebrei in Italia, fondendo la dimensione privata con quella storica, offre uno struggente racconto delle sofferenze patite in quegli anni per farne un lascito di conoscenza, consapevolezza e insegnamento morale ai nipoti e a tutti i giovani. (s)

 

Eshkol Nevo - Le vie dell’Eden - Ed. Neri Pozza, 2022 (pp. 249, € 18) L’ambito maggiormente indagato da questo noto scrittore israeliano è quello delle relazioni umane in cui quel che appare non è ma bisogna indagare al di fuori di sé per scoprirlo. Nelle sue storie i personaggi si trovano nella necessità vitale di accertare la verità, quella fattuale, esteriore, apparente eppur concreta, soprattutto quella intima, a volte inconfessabile pure a se stessi. Anche questa volta troviamo tre storie distinte eppure in qualche modo interconnesse, da cui si conferma la grande maestria nella costruzione e nella gestione delle vicende e dei personaggi, in una tessitura di trame in cui le soluzioni vengono rivelate a colpi di flashback. Sicuramente la qualità somma della scrittura di Nevo è data dalla conoscenza della psiche, specie femminile, emergente dalle storie di coppie così come nel precedente Tre piani. (s)

 

Stefan e Lotte Zweig – “La vita stessa è già tanto in questi giorni.” Ultime lettere dall’esilio americano - a cura di Darien J. Davis e Oliver Marshall - Ed. Castelvecchi,  2022 (pp. 281, € 17,50 ) Nel 1933 quando i nazisti diedero alle fiamme i suoi libri, Zweig era uno degli scrittori più apprezzati in ambito europeo per le ottime biografie di noti personaggi e anche per diversi altri generi letterari e questo può far comprendere la sua incapacità di adattarsi al presente come pure a prefigurare un dopo, un futuro stravolto. Il ricchissimo corpus epistolare, messo a disposizione dalla nipote, attesta lo stretto legame della coppia con i famigliari rimasti in Europa e la sofferenza per l’esilio. “L’idea di dover attendere ancora… in questi tempi terribili è diventata insopportabile… abbiamo deciso, uniti nel nostro amore di non lasciarci…” e il 23 febbraio 1942 a Petropolis (Brasile) si suicidarono. Per completare e approfondire la conoscenza di questa tragica vicenda, segnaliamo inoltre il saggio di Raoul Precht Stefan Zweig. L’anno in cui tutto cambiò, Bottega Errante, 2022. (s)

 

Tomer Hanuka, copertina de Il Divino

 

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