DICEMBRE 2021 ANNO XLVI-231 TEVET 5782

 

 

Prima pagina

 

 

 

Governo del cambiamento, opportunità per tutti
Shanna Orlik

 

Con la formazione del nuovo governo israeliano stiamo assistendo a una nuova era, un nuovo sistema politico e a volte potrebbe sembrare troppo bello per essere vero. Politici di visioni del mondo opposte, di sinistra e di destra, religiosi e laici, ebrei e arabi, sionisti e islamisti riescono a convivere e lavorare insieme. Alcuni diranno che l'unica cosa che li ha uniti è stato il loro desiderio di spodestare Benyamin Netanyahu, altri vedranno il loro impegno congiunto per proteggere la democrazia israeliana... Quello che è certo, è che dopo aver approvato il bilancio dello Stato dopo più di tre anni di negligenza, quello che li ha portati a unirsi è irrilevante: stanno andando avanti, mettendo da parte le loro differenze per concentrarsi su quello che è il bene comune. Questa straordinaria unione fa sperare in un governo migliore, un organismo più rappresentativo, inclusivo e diversificato, che lavori per il bene di tutti i cittadini. Da quando ha lasciato il potere Bibi è stato tranquillo. Un buon tipo di quiete. Il tipo di situazione politica senza eventi destabilizzanti di cui godono le democrazie forti e pacifiche.

Un altro elemento importante delle democrazie è la parità di diritti e opportunità per tutti i cittadini e in questo storico momento senza precedenti in Israele abbiamo attualmente un partito arabo nella coalizione, così come un ministro arabo di Meretz, il secondo ministro arabo nella storia di Israele. È veramente un cambiamento sostanziale nel rapporto del paese con i suoi cittadini arabi, con un enorme budget di 30 miliardi di shekel che sarà investito in tutti i ministeri per ridurre il divario tra cittadini ebrei e arabi.

Dall'estate scorsa lavoro come consigliere del viceministro dell'economia e dell'industria per gli affari della società araba. A tenere alta e orgogliosa la bandiera della sinistra sionista in Israele, vice ministro è il deputato Yair Golan, del partito Meretz, ex vice capo di stato maggiore dell'IDF. Come viceministro, Yair Golan ha ricevuto importanti compiti da sovrintendere, quali il miglioramento della produttività economica e dell'inclusione della società araba.

Il 23 novembre, il piano quinquennale e il budget per la popolazione araba sono stati presentati in una conferenza tenutasi a Kfar Kassem, che ha riunito decine di ministri, dipendenti del governo, rappresentanti eletti della società araba e molte ONG. Questa inaugurazione pubblica, in un'atmosfera in stile da lancio di una start-up, ha aperto una nuova era, un vero orgoglio da parte del governo per il suo enorme investimento per lo sviluppo della società araba.

Questo non poteva che essere un passo necessario visto che negli ultimi mesi la violenza e la criminalità nelle città arabe si sono diffuse in tutto il Paese, suscitando disperazione e paura; sui social network una nuova parola d’ordine #ArabLivesMatter è emersa ad invitare le autorità a intraprendere azioni forti per proteggere i cittadini arabi e garantirne la sicurezza.

Per la leadership governativa è evidente che la società israeliana sarà più forte e più sicura solo progredendo con gli investimenti per le sue minoranze. Sia l'economia che la sicurezza del Paese si espanderanno includendo e prendendosi cura di tutte le sue frazioni e riducendo i divari attualmente esistenti. Dare ai giovani un'alternativa alla criminalità, un futuro verso cui guardare, un percorso verso una vita stabile e produttiva è finalmente un obiettivo condiviso da tutto il governo.

L'attuazione di nuove politiche economiche a sostegno di massicci investimenti governativi per i suoi cittadini è il modo giusto per abbassare il tasso di criminalità nella società araba, generare fiducia reciproca tra i cittadini e la leadership, rafforzare la società israeliana nel suo insieme e realizzare in pratica una visione del mondo di uguaglianza, un "tikkun olam" e giustizia per tutti i cittadini.

A livello del Ministero dell'Economia che si occupa di Occupazione, Industria e Imprenditorialità, nei prossimi cinque anni verranno investiti 1,6 miliardi di Shekel attraverso programmi, corsi di formazione professionale, incentivi, consulenze, sovvenzioni, microfinanziamenti e altro ancora, per valorizzare la produttività economica e l'inclusione della società araba, portando i giovani e le donne in primo piano.

Poiché oggi, contro il 77% delle donne ebree, solo il 39,5% delle donne arabe partecipa al mercato del lavoro, attraverso diverse politiche il Ministero si è prefissato obiettivi ambiziosi da raggiungere, per porre riparo all'attuale squilibrio. Il ramo lavoro del Ministero ha fissato obiettivi occupazionali ambiziosi per il 2026, tra cui è da rilevare lo sforzo per aumentare del 10% i tassi di occupazione nella società araba.

È chiaro che questo grande cambiamento è ciò che è necessario affinché l'economia israeliana diventi più forte, affinché tutti i cittadini si sentano e siano uguali e, quindi, affinché Israele prosperi come democrazia.

Shanna Orlik

Carlo Levi, Ritratto del padre, 1925

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