DICEMBRE 2021 ANNO XLVI-231 TEVET 5782

 

 

Libri

 

 

 

La famiglia di piazza Stamira
Paola De Benedetti

 

 

Interviste, ricordi spontanei o sollecitati, testimonianze raccolte dalla Shoah Foundation, lettere, diari, documenti familiari costituiscono la base di una ricerca con cui, attraverso le cronache relative a una famiglia anconetana, Marco Cavallarin ricostruisce le vicende degli ebrei italiani nel secolo scorso.

L’autore (che ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere quando, nel 2004, organizzò a Torino la mostra e il convegno sugli ebrei in Eritrea) per non far perdere unitarietà alle testimonianze, non rispetta la cronologia e la consequenzialità dei fatti e avverte: “questo è un libro di memorie e racconti, non di storia”, un libro scorrevole e istruttivo, i cui principali protagonisti sono i figli di Rodolfo Sacerdoti e Celeste Almagià che abitavano, con diverse famiglie apparentate con loro, nella casa di Piazza Stamira: Sara, Enzo, Vittorio e Cesarina Sacerdoti, nati tra il 1909 e il 1917. Sara sposerà Nello Castelbolognesi, e con lui si trasferirà in Palestina nel 1939; Vittorio, fresco di laurea, grazie al primario dott. Borromeo sarà accolto come medico, nonostante le leggi razziali, dall’ospedale Fatebenefratelli di Roma (“un covo di resistenza antifascista”), dove collaborerà nel salvataggio e nella cura di numerosi ebrei; di Cesarina, sposata con il casalese Elio Ottolenghi, Marco Cavallarin ha sposato la figlia Patrizia.

Le lettere, gelosamente conservate, e i diari ci restituiscono episodi nel momento e con lo spirito in cui sono stati vissuti: ad esempio Sara scrive dal famoso campeggio di Cortina dell’estate 1934 che ha conosciuto Leo Levi, “un tipo originalissimo, intelligente ma molto strambo, si infischia di tutto e di tutti ed è capace di farsi la barba nel centro di una città davanti a una vetrina" (molti di noi ultraottantenni lo ricordano anche così). Di tutt’altro registro sono i ricordi di Vittorio che dal terrazzo del Fatebenefratelli all’alba del 16 ottobre 1943 vede i tedeschi che spingono a forza uomini, donne e bambini su camion parcheggiati sul lungotevere; o di aver visto sfilare il Battaglione Bozen, gli altoatesini di Via Rasella; o quello di Cesarina che due giorni dopo la retata. sul treno che la conduce a Roma incrocia a Chiusi il convoglio dei deportati, da cui giungono richieste di aiuto.

C’è questo e molto altro, frutto di anni di ricerche, di indagini, di conversazioni, in un lavoro volto a rinnovare – e sollecitare – la memoria.

Paola De Benedetti

 

Marco Cavallarin, La famiglia di piazza Stamira, Edizioni ae 2021, pp. 228, €17

 

 

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