DICEMBRE 2021 ANNO XLVI-231 TEVET 5782

 

 

Libri

 

Jewish Lives Matter
Anna Segre

 

Criticare questo libro è come sparare sulla Croce Rossa: troppo facile rilevare la mancanza di sistematicità, l’approssimazione con cui si citano fatti e opinioni altrui, le numerose ed evidenti omissioni e contraddizioni. Troppo facile domandarsi chi sono gli amici che l’autrice vede “cadere in preda - lentamente e senza accorgersene, perché sono persone per bene – di un alieno spirito antisemita” e perché non siano stati citati con nome e cognome e con un’analisi puntuale dei loro scritti. Troppo facile rilevare che in effetti sono citate solo le voci amiche oppure quelle così estreme che si confutano da sole, ma non tutte le posizioni intermedie. Troppo facile far notare il silenzio dell’autrice di fronte a tutti i fenomeni di antisemitismo che provengono dalla destra (non mi pare che sia stato citato l’attentato alla sinagoga di Pittsburgh del 2018, per esempio: non erano anche quelle jewish lives?). Troppo facile rilevare i contorcimenti verbali con cui si parla dei Territori (guai a definirli occupati, l’autrice la interpreta come una totale delegittimazione di Israele e una negazione del suo diritto ad esistere), i cui abitanti sembrano esistere solo quando fanno comodo, cioè quando compiono attentati o rifiutano le proposte israeliane, ma cessano magicamente di esistere quando si tratta di respingere le accuse di apartheid rivolte a Israele, facendo credere al lettore che esistano solo gli arabi cittadini israeliani che godono di pieni diritti e che quindi i riferimenti all’apartheid siano del tutto campati per aria. Troppo facile notare il modo contraddittorio con cui si parla del destino futuro dei Territori: da una parte l’autrice cita in modo favorevole il giudice sudafricano Richard Goldstone che sottolinea come Israele aderisca in linea di principio all’idea di uno Stato Palestinese “a Gaza e in tutta la West Bank”, dall’altra esclude nel modo più assoluto l’idea che Israele possa scegliere la via dei compromessi territoriali, bollata come ingenua, pericolosa e già tentata troppe volte inutilmente. Troppo facile notare come l’autrice si appiattisca totalmente sul punto di vista di Netanyahu e di conseguenza biasimi ogni opposizione a lui (è bizzarro che si ammiri così tanto un Paese e al contempo si delegittimino le opinioni di metà della sua popolazione). Troppo facile notare infinite altre contraddizioni, per esempio come si parla dell’espulsione di palestinesi da alcune case di Sheikh Jarrah (Gerusalemme Est) con la motivazione che fino al 1948 appartenevano ad ebrei, come se non ci fossero state nel 1948 proprietà arabe espropriate in Israele.

Il problema è che di fronte a queste omissioni, reticenze e contraddizioni sarebbe bello dare pienamente torto all’autrice e invece non è possibile. Perché purtroppo ha ragione quando parla del doppio standard con cui si tratta di Israele rispetto a come vengono giudicati altri Paesi; ha ragione quando critica l’identificazione della sinistra con la causa palestinese e la sua simpatia verso regimi - come l’Iran o Hamas a Gaza - non democratici,  integralisti, che negano i diritti delle donne e perseguitano gli omosessuali. E purtroppo ha anche ragione nel constatare quanto i movimenti antirazzisti negli Stati Uniti e altrove non contemplino l’antisemitismo tra le forme di razzismo da combattere e, anzi, spesso identifichino gli ebrei con gli oppressori.

Certo, si tratta di posizioni spesso più sfumate e non sempre espresse nel modo caricaturale che la Nirenstein ha buon gioco nel denunciare scegliendo gli esempi più estremi. Certo, le posizioni becere e antisemite della destra, che l’autrice ignora quasi del tutto, sono ben più gravi. Eppure da persona che si considera di sinistra non mi accontento di queste parziali consolazioni: sarei molto più contenta se dalle personalità che stimo e dai partiti che voto non fosse offerto il benché minimo pretesto per scrivere libri come questo.

Anna Segre

Fiamma Nirenstein, Jewish Lives Matter. Diritti umani e antisemitismo, Giuntina 2021, pp. 125, € 10

 

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