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I lunari dell’archivio Terracini

di Eva Vitali Norsa

Una raccolta tutta da scoprire

All’interno dell’incredibile patrimonio custodito dall’Archivio Terracini una raccolta poco conosciuta è quella dei lunari, attualmente in via di catalogazione con il programma Microsoft Access e destinata ad essere pubblicata nel nuovo sito web dell’Archivio nella sezione Patrimonio, pagina della biblioteca.

I lunari appartengono a comunità diverse, sono circa 250 e coprono un arco cronologico che va grosso modo dal 1862 al 1980. Rappresentano una fonte notevole di informazioni che spazia dalle pubblicità commerciali alla distribuzione anche numerica degli ebrei in ogni città italiana ed europea.

Il Lunario di CasaleUna delle collezioni più ricche è quella stampata a Casale Monferrato dal 1884 al 1923 ed in vendita a 30 centesimi in varie comunità italiane. Per capire la varietà e la ricchezza delle informazioni che si possono ricavare da ciascuna di queste piccole pubblicazioni esaminerei il lunario di Casale del 1914 (Tip. Gius. Lavagno).

Dopo un frontespizio in italiano ed ebraico nella seconda pagina viene sempre ricordata la “Real Casa di Savoia”, con gesto deferente verso la casa regnante.

Seguono interessantissime le statistiche degli israeliti nelle principali regioni e città del mondo: 131 ad Acqui, 4000 a Bengasi, 800 a Verona, 30 a Monticelli, a Rovigo 100, a Lugo 80 per non parlare delle comunità maggiori, ad esempio 11000 a Roma, 5100 a Torino.

Compare a fianco del lunario ebraico, anche un lunario italiano con avvenimenti storici legati al mondo ebraico (2 ottobre: Massacro degli ebrei a Lublino -1656; 14 marzo: strage di E. a Cordova 1473…), mentre manca l’indicazione dei santi che era invece presente nei lunari ottocenteschi.

Dopo un paio di pagine dedicate ai numerosi Senatori e Deputati ebrei del Regno, al fondo delle pubblicazioni compaiono pubblicità a pagamento di alberghi e trattorie israelitiche in Italia, distribuiti un po’ in tutto il territorio, ed anche in Europa. A Bologna, ad esempio, troviamo il “Ristorante Cascèr” (e qui si potrebbe scrivere un altro articolo sul modo di trascrivere l’ebraico), condotto dalla signora Benvenuta Ancona, a Padova una “Trattoria Israelitica” delle sorelle Levi Minzi ma anche un hotel a Montecatini Terme dall’ambizioso nome di “Hotel de Paris”. Infine, esercizi commerciali che spaziano dai prodotti della macelleria Pescarolo, in particolare il “prosciutto d’oca senza aroma, che si conserva più di un anno”, alle “camiciette d’ogni genere a prezzi mitissimi” di Levi Emanuele, Torino.

Se ne ricava un quadro di un ebraismo vivace e suddiviso in una miriade di comunità grandi ma anche molto piccole, con una ricchezza di negozi ed attività commerciali e composto da persone che si spostavano spesso alloggiando in alberghi e trattorie.

Nel lunario del 1918 (Casale, Tip. Gius. Lavagno) irrompe la Storia, con un auspicio che “la pace vittoriosa sia sancita nell’anno nuovo che dovrà segnare una data memorabile nella storia dell’Ebraismo. Dai campi insanguinati – il sangue ebraico venne sparso copiosamente in tutti i campi di guerra – si diffonda ancora una volta l’appello delle nostre madri eroiche…”.

All’interesse storico che le pubblicazioni hanno di per sé, se ne aggiunge talvolta uno ulteriore quando si trovano le annotazioni personali e familiari legate in particolar modo ad anniversari di nascite e morti. E così nel 1887 (Casale, Tip. G. Pane) sul frontespizio è annotata la nascita di Angiolino il 16 di adar, nel 1880 (Casale, Tip. C. Cassone) la nascita di Noemi, il 13 di ellul (sic!).

Interessantissimi ancora i lunari degli anni successivi, pubblicati anche incredibilmente negli anni dal 1940 al 1945.

Ma per affrontare tutti questi argomenti servirebbe un’altra puntata.