METTETE DEI FIORI NEI VOSTRI CANNONI  … dopo sessant’anni

di Manfredo Montagnana

Ha senso chiedere alla diaspora ebraica italiana di riprendere il grido proveniente da questa vecchia canzone? Quale senso può avere per HaKeillah? Che cosa è cambiato in modo così profondo nell’arco di poco più di mezzo secolo?

Personalmente non ho dubbi, qualcosa si è effettivamente modificato nel sistema sociale governato dal modello capitalistico (chiedo scusa, ma mi è sfuggito!): è scomparso, quantomeno nel mondo occidentale, l’unico possibile antagonista di tale sistema, la classe operaia (anche questo è un termine obsoleto?). Per la verità in parte del così detto “terzo mondo” il lavoro manuale continua ad essere assai diffuso.

Dobbiamo allora perdere ogni speranza di realizzare il grido della vecchia canzone? Le guerre in Ucraina, in Medio Oriente, in Iran, per non parlare delle violenze in molte altre nazioni, sembrano escludere la possibilità di avviare un periodo di pace in tutto il mondo.

Certo i movimenti giovanili potrebbero dare un aiuto decisivo agli sforzi per evitare una fine tragica della società capitalistica, ma sono privi di una vera prospettiva di cambiamento e spesso rimangono incatenati a obiettivi limitati se non addirittura sbagliati.

Va dunque considerata persa la battaglia per un “mondo nuovo”? resta dunque solo la possibilità di una denuncia contro l’avvicinarsi di un lungo periodo di caos e violenze (come viene di fatto pronosticato dal recente richiamo dell’ONU, in ritardo di quasi mezzo secolo, sui pericoli derivanti da un Niño sfuggito ad ogni controllo)?

Sono quotidianamente stupefatto di fronte al rifiuto da parte delle Comunità italiane di esprimersi su tragici interventi delle autorità israeliane in Libano, a Gaza, nella Cisgiordania.

È pur vero che pronunciamenti contro Netanyahu ed i ministri Ben-Gvir e Smotrich da parte dell’UCEI e delle Comunità italiane non avrebbero probabilmente effetti immediati, ma forse darebbero l’avvio ad un serie di analoghi pronunciamenti da parte di rappresentanti di altre diaspore europee.

Credo che sia in questa direzione che dovrebbero continuare a muoversi HaKeillah e la Comunità Ebraica di Torino.