Smol Emuni: una proposta di luce nei tempi bui di Israele

di Francesca Gorgoni
Pochi mesi dopo l’attacco di Hamas e le prime reazioni politiche e militari del governo israeliano, è nato in Israele il movimento Smol Emuni (Sinistra di fede), per iniziativa di diversi attivisti di sinistra accomunati sia dall’impegno per trovare una risoluzione pacifica e politica al conflitto israelo-palestinese sia dal retroterra culturale radicato in una educazione ebraica religiosa tradizionale. Tra i molti promotori di Smol Emuni spicca la figura di Michael Manekin, ex direttore di Breaking the Silence e attuale direttore di Alliance Fellowship (programma biennale per la formazione di leadership arabo-ebraiche), nonché responsabile di Smol Emuni Israele e della sede di Gerusalemme.
Spiega Michael Manekin: “Smol Emuni è nato come una casa per ebrei religiosi di sinistra: persone come noi che credono nei valori della pace, dell’uguaglianza dei diritti e nella giustizia sociale, grazie all’educazione religiosa che abbiamo ricevuto. Per decenni il mondo religioso ebraico israeliano non ha trovato accoglienza nei movimenti di sinistra a causa dello storico antagonismo tra una sinistra storicamente laica e una destra conservatrice; in Israele chi è cresciuto in ambienti religiosi, gravita naturalmente in ambienti di destra piuttosto conservatori.”
La situazione oggi è arrivata al paradosso per cui la destra e l’estrema destra al governo non solo dettano la linea politica del Paese, ma definiscono anche chi è ebreo e cosa sia l’ebraismo, mescolando alla loro politica nazionale una visione teologica messianica plasmata su una pericolosa ideologia razzista, la stessa che rende oggi possibile il progetto di annientamento della popolazione palestinese di Gaza a cui assistiamo da due anni.
Fra i grandi e ambiziosi obiettivi di Smol Emuni c’è proprio quello di fornire una risposta etica e politica all’ideologia di estrema destra che guida la coalizione di governo attuale. Tale risposta etica per Smol Emuni è radicata nella Torah, nello studio delle sue molteplici interpretazioni e nella sua trasposizione in una pratica di vita dedicata alla difesa dei diritti, all’uguaglianza e alla pace. La teologia politica che Smol Emuni tenta di sviluppare e riproporre infatti non è nuova, bensì è radicata in più di duemila anni di storia ebraica, nell’esperienza del galut (l’esilio) come fonte di elaborazione del pensiero politico ebraico improntato al dialogo e a formule politiche non violente che, oggi più che mai, forniscono alternative, da opporre alla crescente e spaventosa distorsione della fede ebraica elaborata all’interno dei partiti di destra al governo legati alle frange estremiste del mondo dei territori occupati.
Nel novembre 2024 Smol Emuni si è estesa oltre oceano, a New York, dove è nata una grande comunità che si sta espandendo molto rapidamente in altre città americane.
Anche in Italia, grazie all’iniziativa di Shulamit Furstenberg-Levi, Rav Joseph Levi e del gruppo di studi ebraici di Torino, è stata fatta una presentazione di Smol Emuni, che ha registrato una folta partecipazione; speriamo sia l’inizio di un nuovo percorso italiano che dia presto i suoi frutti.
Ci sono differenze tra Smol Emuni Israele e i gruppi di Smol Emuni della diaspora, che derivano dalle diverse necessità e dai problemi specifici delle rispettive esperienze: tuttavia, molti sono anche i punti in comune e, fra i più importanti motivi che spingono ebrei israeliani e non a partecipare sempre più numerosi al movimento, vi è la necessità di non sentirsi soli di fronte alla grave crisi politica che sta attraversando Israele, la cui portata è di tale intensità e rilevanza da travolgere anche le comunità diasporiche fortemente influenzate da ciò che avviene in Eretz Israel. Fra le ragioni che emergono chiaramente c’è lo scontento e l’estraneità verso il silenzio delle comunità ebraiche e delle guide rabbiniche riguardo la guerra in corso e la condotta del governo israeliano. Tale silenzio incrina il dialogo comunitario e mostra una sostanziale incomprensione della partita che si gioca in Israele: ovvero quella di un progetto teologico-politico in cui si sta lentamente trasformando il concetto stesso di identità ebraica. Si vedano ad esempio le recenti esternazioni di parlamentari come Zvi Sukkot che individua il senso più autentico della celebrazione della vita cara all’ebraismo e, in ultima analisi dell’essere ebrei, nell’uccidere il nemico.
Il silenzio del mondo rabbinico, italiano e non solo, è aggravato dalla censura applicata a chiunque non sia “fedele alla linea” e dall’autocensura: chiunque critichi l’attuale politica del governo israeliano è tacciato di tradimento e, nei casi peggiori, di non essere veramente ebreo. Questi due ultimi punti segnalano in maniera preoccupante come l’impianto reazionario e razzista della politica israeliana stia plasmando anche la mentalità diasporica, mettendone gravemente a rischio il pluralismo, e stia forzando le comunità ebraiche fuori da Israele a rinunciare al loro ruolo di “sentinelle nella notte” (Isaia 21:11), diminuendone la capacità di reagire alle sfide dei nostri tempi e di proporsi come voce critica davanti alle dure sfide in cui si trova la società israeliana.
Da due anni Smol Emuni si sta proponendo come un’alternativa sempre più valida e una speranza per il futuro, portando avanti progetti che coniugano lo studio e l’attivismo sul campo. Tali progetti sono costituiti principalmente da tre assi: la midrasha emunit, il gruppo Bnei Avraham e Maqom.
La midrasha emunit: un progetto ideato per tutti i ragazzi e le ragazze che si avvicinano al movimento, provenendo da contesti ebraici religiosi ortodossi. L’idea di fondo è quella di studiare insieme, secondo la classica formula del Beit Midrash, fonti antiche e moderne della tradizione ebraica, comprese filosofia, letteratura poesia e arte, al fine di affrontare le difficili questioni politiche legate al conflitto. Nella midrasha si tengono anche piccole conferenze e incontri con studiosi e attivisti, per trasformare la Torah in una forza vitale attiva e principio costruttivo di un modello civile fondato sui principi di pace, giustizia e convivenza.
Il gruppo Bnei Avraham: Dalla midrasha emunit è nato il gruppo Bnei Avraham (“Figli di Abramo”), costituito dai membri più giovani del movimento, spesso ex coloni, impegnati oggi in azioni di protezione pacifica delle comunità palestinesi in Cisgiordania, costantemente minacciate da attacchi sempre più violenti dei coloni. Il gruppo è composto da ragazzi e ragazze appartenenti a comunità molto diverse, haredim (ultraortodossi), ortodossi, laici e attivisti palestinesi. Da qualche mese, i ragazzi di Bnei Abraham sono attivi a Hebron, a Gerusalemme e nella valle del Giordano, dove hanno avviato un progetto di peacekeeping che si svolge di sabato, perché, paradossalmente, lo Shabbat è il giorno in cui diversi coloni compiono la loro “mitzvah” di aggredire i palestinesi, descritti dal governo stesso come gli Amalekiti e gli odiatori di Israele. Tutti osservanti, i Bnei Abraham organizzano Shabbatot nei villaggi palestinesi e, osservando lo Shabbat, fanno da scudo pacifico e disarmato contro i “ragazzi delle colline”, i coloni, spesso armati di mazze e bastoni in cui sono conficcati chiodi per arrecare più danno alle vittime. A maggio, il giornale Yediot Ahronot ha dedicato un importante articolo a Bnei Avraham intitolato Shomre’ mitzvot mul na’are’ giva’ot (Osservanti dello shabbat contro i ragazzi delle colline). Fra gli intervistati figurano Avital, Amana e Roy, il team che coordina la Midrasha Emunit. Amana è nata e cresciuta nei territori occupati, abbandonati diversi anni fa, grazie all’attivismo in Smol Emuni, e le sue parole sono piene di dolore. Alla domanda posta dal giornalista Oded Shalom, “Cosa provi quando vedi arrivare i coloni?”, Amana risponde: “Vedo i miei fratelli; sono gli stessi ragazzi con cui sono cresciuta, sono come la mia famiglia”. Roy invece, racconta dell’esperienza che lo ha trasformato in un attivista: quando vide bambini palestinesi piangere dalla paura nel vedere avanzare uomini con la barba e la kippah. Avital, ex madricha del Bnei Akiva in un insediamento ebraico della Cisgiordania, racconta che per anni è cresciuta con una ideologia molto diffusa nelle sue cerchie: “questa Terra (ha-Aretz) è nostra, e faremo di tutto perché sia solo nostra. Qualsiasi mezzo per averla è lecito (kasher)”. Alla convention del 9 settembre quando ho incontrato Avital, aveva un braccio fasciato, spezzato da un colono che l’aveva attaccata durante una delle missioni di peace-keeping in Cisgiordania.
Maqom: il progetto Maqom è l’organo culturale di Smol Emuni e include sia un gruppo di studio condotto da Amnon Raz-Krakotzkin, professore di Storia ebraica presso l’Università Ben-Gurion, che una casa editrice cofinanziata da Smol Emuni e dal Van Leer Institute. La casa editrice ha pubblicato, fino ad oggi, cinque titoli che propongono riflessioni ebraiche contemporanee (Derashot le-zmanenu) sui temi della pace, della convivenza e dell’esegesi biblica e più antiche, come le derashot di Rav Avigdor Amiel (1883-1946) nei primi anni del ‘900 rabbino principale della neonata città di Tel Aviv, che sono state ristampate. I testi di Rav Amiel sono stati raccolti nel volume che prende il nome da un suo sermone intitolato Tzyonut shel sinah, tzionut shel ḥibba “Sionismo dell’odio, Sionismo dell’amore”. A 125 anni di distanza, questo volumetto raccoglie parole fondamentali sul comandamento “non uccidere” e sul valore di questo e altri comandamenti nei confronti degli arabi palestinesi. Già allora, nel 1908, Rav Amiel tentava di dissuadere chi pensava di poter fondare la nascita dello Stato di Israele sul sangue. L’ultimo progetto di Maqom è la realizzazione di una rivista a cadenza semestrale, il cui primo numero è previsto per dicembre 2025.
Il 9 settembre si è tenuta a Gerusalemme la terza convention del movimento. Tra il folto pubblico di oltre mille persone erano presenti membri e rappresentanti di altri gruppi di sinistra, come Standing Together, Rabbis for Human Rights, The Israel Movement for Reform and Progressive Judaism.
Qui di seguito il comunicato conclusivo della convention con le riflessioni degli organizzatori:
“È trascorsa una settimana dalla nostra conferenza annuale, alla quale hanno partecipato quasi 1.000 persone presso l’Heichal Shlomo di Gerusalemme. Si è trattato della terza conferenza di Smol Emuni e il tema della convention è stato “La tutela dell’anima”. Ci siamo incontrati durante i giorni di Elul, giorni in cui chiediamo perdono, a più di 700 giorni dall’inizio della guerra, con intuizioni molto dolorose: la guerra potrebbe durare molto più a lungo di quanto avremmo potuto immaginare, il governo israeliano potrebbe continuare ad abbandonare i rapiti e le vite dei palestinesi potrebbero continuare a essere percepite come senza nessun valore. Eppure, ci siamo riuniti con una rinnovata consapevolezza del nostro ruolo: far sentire la voce di una Torah diversa, basata sulla compassione, sulla fratellanza e sulla responsabilità. Durante la conferenza abbiamo pregato, ascoltato e ci siamo incontrati. Ma, la cosa più importante, è che abbiamo respirato insieme, ricordando le nostre anime e comprendendo che la strada è ancora lunga, ma essenziale. Stiamo crescendo. Quest’anno i partecipanti sono stati più numerosi rispetto all’anno scorso e rispetto all’anno precedente. Il movimento non è più solo un’idea, ma un flusso crescente di attivismo, formazione e pensiero. Nella dolorosa realtà in cui viviamo, stiamo lavorando per crearne una diversa per i prossimi giorni, mesi e anni. Il lavoro da fare è tanto, ma la presenza di centinaia di persone martedì scorso ci ricorda quanto siamo necessari.”
Il 16 settembre 2025 Smol Emuni è stata presentata in Italia su iniziativa del Gruppo di Studi Ebraici (per chi è interessato è disponibile la registrazione).

Link a video di Smol Emuni sottotitolati in inglese:
Convention del 9 settembre 2025 (versione lunga):
https://www.youtube.com/watch?v=KQ4r-XV_hfk&t=2855s
Breve presentazione di Smol Emuni Israele al minuto 43:01 di questo video
https://www.youtube.com/watch?v=KQ4r-XV_hfk&t=2855s
Presentazione di Smol Emuni Italia:
https://www.youtube.com/watch?v=RW9djh1w1ZQ&feature=youtu.be