Intervista a Matteo Montagnana

Prime Maccabiadi, Tel Aviv 1932


Credo che questa sia la prima volta che lo sport entra in Ha Keillah, ma crediamo anche che l’esperienza raccontata qui presenta le Maccabiadi per quello che dovrebbero essere: un entusiasmante incontro tra giovani ebrei di tutto il mondo, fuori dall’usuale ambiente delle loro Comunità.

Caro Matteo, ormai sei spesso in Israele, un anno sei stato a Tel Aviv per parecchi mesi. Ma questa volta sei andato da atleta, per partecipare alle Maccabiadi. Ci dici cosa sono?

Le Maccabiadi (il vero nome è Maccabiah), il cui nome ci ricorda Giuda Maccabeo, sono giochi simili alle Olimpiadi e infatti sono state riconosciute come Giochi Regionali dal CIO; vedono la partecipazione di atleti ebrei provenienti da tutto il mondo e di cittadini israeliani. Le prime furono tenute nel 1932, quest’anno si è trattato quindi delle 21 esime Maccabiadi; erano presenti circa 10,000 atleti di 80 nazioni che hanno gareggiato in 42 categorie sportive.

Qual è l’impressione generale che hai ricevuto, cosa ti è rimasto più impresso?

Personalmente mi ritengo molto fortunato ad aver partecipato a questa straordinaria esperienza. L’impressione che ho avuto in generale è stata di far parte di una grande comunità con molti ragazzi e ragazze di altri paesi: per esempio dopo le partite ci ritrovavamo insieme ai rappresentanti di tutte le altre nazioni con cui scherzavamo e ridevamo anche se non ci conoscevamo. Una cosa che mi è rimasta particolarmente impressa è il piacere di aver legato in così poco tempo con i giovani provenienti da Roma, diventati ormai amici, perché prima di partire eravamo perfetti sconosciuti.

E in quale sport hai partecipato? In che modo sei stato coinvolto inizialmente?

Io ho partecipato con la nazionale italiana al torneo di calcio maschile under 18. Sono stato inserito nella squadra grazie ad un torneo della nostra scuola di Milano cui hanno partecipato 5 squadre: durante la semifinale fui notato dall’osservatore e chiamato per andare a sostenere un provino a Roma dove poi venni scelto per andare in Israele.

In quali località sono svolte le gare alle quali hai partecipato?

Le partite della nazionale italiana under 18 si sono svolte tutte a Haifa, mentre gli altri sport hanno coinvolto diverse città come Nazareth (dove si sono svolte le finali dei tornei di calcio under 18 maschile e femminile), Gerusalemme, Tel Aviv.

Qualche evento ti ha particolarmente colpito? Immagino che la cerimonia di apertura dei giochi sia stata emozionante: dove e come si è svolta?

La cerimonia di apertura, che si è svolta a Gerusalemme, è stata fantastica specialmente perché erano presenti tantissime persone per acclamare noi giovani atleti. Vi è stata un po’ di commozione per me perché ero stato scelto come portabandiera della rappresentativa italiana durante la cerimonia. Un altro bel momento per noi è stata la partita contro il Panama, non tanto perché è stata l’unica conclusasi con la nostra vittoria ma soprattutto perché ho visto emergere un vero spirito di squadra.

Oltre agli avvenimenti legati alle tue gare, ve ne sono stati altri che vale la pena ricordare?

Durante questa fantastica esperienza sportiva in Israele, per noi atleti italiani sono state organizzate gite in diverse parti del paese. Per esempio, ricordo con particolare piacere il giro sui cammelli con i beduini nel deserto del Negev e successivamente il bagno nel Mar Morto; bella è stata anche la gita sul lago di Tiberiade con una eccitante prova di rafting. In conclusione, è stata davvero una bellissima esperienza di cui devo ringraziare gli organizzatori del Maccabiah in Israele e in Italia.


Photo: Prime Maccabiadi, Tel Aviv 1932

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