UN RINGRAZIAMENTO E UN BENVENUTO!

Da questo numero Silvana Momigliano non curerà più la rubrica “Rassegna”, dedicata ai libri che arrivano in biblioteca o direttamente al giornale.

Per anni Silvana ed Enrico Bosco ci hanno accompagnati e aiutati a orientarci nelle novità editoriali che, per fortuna, ci offrono sempre nuovi stimoli culturali. Sono stati amici preziosi che ci hanno sostenuti nel fare le nostre scelte di lettura.

Ora il testimone passa a Susanna Terracina che ci offre la sua esperienza e la sua professionalità: la redazione di HaKeillah la accoglie con gioia e le augura buon lavoro.

 


a cura di Susanna Terracina

 

Alessandro Portelli, Micaela Procaccia – Il pane e il cucchiaio. La storia detta due volte di Giuseppe Di Porto – Ed. Donzelli, 2025 (pp. 137, € 15).

Il testo è il frutto di una riflessione di metodo sulla storia orale. A questo scopo, vengono messe a confronto da Micaela Procaccia le due interviste a Giuseppe Di Porto, ebreo romano reduce di Auschwitz: l’intervista per la Shoah Foundation del 1998 con quella di qualche anno dopo raccolta dallo stesso Portelli nel 2005. Portelli ricerca livelli di senso più profondi ed arriva a ricevere il racconto di una crisi spirituale e della sua risoluzione nel campo di Auschwitz, non emerso nelle interviste precedenti. Il dono ad un compagno di prigionia di un cucchiaio trovato in terra senza chiedere in cambio la razione di pane, che era la vita. Secondo l’interpretazione di Portelli la rinuncia alla razione di pane gli ha restituito la fede in se stesso e la volontà di vivere e raccontare.
Portelli esplora il significato della storia orale e delle varie forme che prende Testimonianza-racconto, documento-soggettività. Si interroga sui modi e la forma dell’intervista.
Nel breve testo, dunque, si intreccia la testimonianza, preziosa di per sé, con aspetti metodologici significativi per chi si occupa della materia.
Sono presenti nel testo ampi estratti della trascrizione delle due interviste ed un QR code che rimanda ad un podcast di Portelli realizzato per il Giorno della Memoria 2024.

La storia di vita illumina l’aneddoto, ma l’aneddoto diventa la chiave di tutta la storia di vita.
Il meccanismo non è dunque quello della fallibilità della memoria nel tempo, ma quello della memoria come mutevole ricerca di significato nel rapporto tra due tempi, il tempo ricordato e il tempo in cui si racconta come anche la persona a cui si racconta e le condizioni in cui si racconta. (s.t.)

Erri De Luca – Prime Persone – Ed. Feltrinelli, 2025 (pp. 104, € 15).

Una settantina di autoritratti, sulle prime persone, cioè i principali personaggi narrati nella bibbia nel loro ordine di apparizione. Da Adamo ed Eva, Caino e Abele, Abramo e Sara, e così via fino a Vashti ed Ester finendo con Nehemiah. In poco più di una pagina i protagonisti parlano di sé e delle proprie vicende personali con riferimenti al significato del loro nome e alle relazioni con gli altri. Brevi autobiografie, scritte in prima persona dai personaggi. Condensano se stessi in poche righe. L’autore, esperto di ebraico e sacre scritture, esegue questo esercizio con ironia, talvolta dissacrante, facendo emergere in modo magistrale aspetti molto umani dei protagonisti, tratti dalle scritture, in continuo dialogo con il divino. Ad esempio, Itzhak di sé racconta: Mio padre mi portò in montagna. Voleva accendere un fuoco sulla cima, mi carico di legna da portare. Aveva una corda. Mi chiese di giocare a fare il caprone da offrire in sacrificio (…) lui sfoderò il coltello. Sorrideva, io pure. Il mio nome, preso dal verbo ridere, mi predisponeva. (…) Le cronache seguenti hanno frainteso, prendendo per vero un finto sacrificio, messo in scena per gioco in uno dei rari momenti d’intesa con mio padre. (s.t.)

Betina Anton – Nascondere Mengele – Ed. Einaudi, 2025 (pp. 280, € 19).

Questo libro non è un romanzo. La storia di Mengele, accuratamente ricostruita dall’autrice, giornalista brasiliana, è il risultato di un intenso lavoro di ricerca basato su documenti ufficiali, lettere di Mengele, riviste giornali dell’epoca e interviste. Corredato da note e una lunga bibliografia. Lo scopo è la ricostruzione dettagliata dei crimini commessi da Mengele, le sue vittime, la medicina del Terzo Reich, le punizioni ricevute da altri medici nazisti e le persone che lo hanno supportato nella fuga. La grande domanda del libro è: come è possibile che un criminale di tale portata e i suoi sostenitori siano riusciti a rimanere del tutto impuniti in Brasile? A distanza di anni, l’autrice scopre che la sua insegnante delle elementari a San Paolo, Tante Liselotte, di origine austriaca, ha nascosto per anni, e nel 1979 fatto seppellire sotto falso nome, proprio Mengele quando ancora era creduto in vita e ricercato. Da qui si dipana la sua ricerca accuratamente documentata sui crimini commessi da Mengele ad Auschwitz, la sua morte e la rete di protezione dei nazisti fuggiti in Argentina e Brasile. Il libro ha vinto il Premio dei Critici di San Paolo e il Jabuti Aeward del 2024 per la migliore biografia/reportage. (s.t.)

Irvin D. Yalom, Benjamin Yalom – L’ora del cuore. 22 brevi lezioni su vulnerabilità, connessione, cambiamento – Ed. Neri Pozza, 2025 (pp. 277, € 20).

Irvin D. Yalom, noto psichiatra e psicoterapeuta ebreo americano e scrittore di molti testi che spaziano dalla filosofia alla psicoterapia a domande esistenziali, ci accompagna lungo la lettura di questo testo scritto con suo figlio. Alla soglia dei 90 anni, in lutto per la morte della moglie, durante il periodo del Covid e con la memoria non più così solida, si trova a concepire una forma di seduta nuova: una sola ora di consulenza, prevalentemente in remoto. Nel libro ripercorre 22 sedute significative in cui, oltre alle storie personali dei pazienti, racconta di se stesso e del suo modo, tramite l’autorivelazione del terapeuta, di stabilire una connessione e una intimità, alla base del patto terapeutico e della possibilità di essere utile al paziente (che in molti casi è un lettore dei suoi libri e/o uno psicoterapeuta). Emerge l’urgenza dettata da un tempo ristretto di 60 minuti, di un riscontro immediato, di una riflessione su il qui e ora e l’importanza della relazione e di una condivisione che vada al nucleo del bisogno della persona.  Essere un compagno di viaggio invece che un esperto distaccato è stato per decenni uno dei miei principi guida. Una forma particolare di autorivelazione è assolutamente per il mio lavoro sul qui e ora. Un viaggio di grande sapienza che porta allo svelamento di se stesso e alla riflessione sulle domande più profonde: il trauma infantile, la vergogna, la morte e il senso della vita, la solitudine, le paure e le modalità di una terapia efficace che tramite un’apertura e una connessione con l’altro, aiuti il cambiamento personale e a riparare. (s.t.)

Judith Koelemeijer – Etty Hillesum. Il racconto della sua vita – Ed. Adelphi, 2025 (pp. 498, € 32).

Si tratta di un volume corposo (corredato di fotografie, fonti documentarie, note e una estesa bibliografia) in cui la giornalista Koelemeijer racconta la vita di Etty Hillesum e il contesto storico sociale in cui si collocano i suoi celebri diari scritti da tra il 1941 e il 1942 ad Amsterdam. L’autrice cerca di colmare le tessere mancanti attingendo a interviste alla rete di amici, scambi epistolari e fonti ufficiali per ricostruire in modo dettagliato il percorso di vita, la dimensione spirituale, la sfera degli affetti familiari ed amicali oltre ai dilemmi che toccano profondamente Etty nel momento della deportazione di massa degli ebrei olandesi. Il volume è diviso in tre parti: nella prima si ricostruiscono le origini dei genitori, la mamma russa scampata ai pogrom, e il papà olandese, rabbino mancato per scelta e grande professore e letterato. Si ritrae il mondo ebraico olandese in cui Etty cresce. Queste pagine sono le più complicate perché manca la voce di Etty, si basa sull’incrocio di fonti e molte congetture. Nella seconda parte invece si dà spazio alle pagine del suo diario ricostruendone lo sfondo. Etty a 27 anni inizia a scrivere, su suggerimento del terapista chirologo Julius Spier, un diario che la aiuterà a mettere ordine nel suo caos interiore e nella costipazione spirituale in cui si trova e che segnerà la sua rinascita e l’inizio della sua esperienza di scrittrice. Al centro di questa parte troviamo descritta la sua complessa relazione con Spier, la liberazione che le darà la scrittura, la sua vita interiore e la visione del mondo improntata all’amore e all’accettazione, le relazioni con amici di varia estrazione. Infine la terza parte risulta sorprendente e molto interessante. Etty diventa testimone e cronista della fase cruciale della deportazione di migliaia di ebrei olandesi e delle contraddizioni dell’azione del consiglio della comunità di Amsterdam che collaborò con i nazisti nella speranza di poter gestire la situazione a favore della comunità. Etty non voleva nascondersi ma seguire il destino del suo popolo. Viene assunta dal consiglio ebraico e ciò le consente da un lato di ottenere protezione per sé e per la sua famiglia e dall’altro di compiere la sua esperienza nel campo di Westerbork. Il campo originariamente costruito come campo profughi negli anni ’42-’43 si espande a dismisura come campo di transito per gli ebrei olandesi destinati ad Auschwitz. Vorrei poter toccare con la punta delle dita i contorni di quest’epoca. Etty viene inviata lì dal consiglio ebraico con compiti organizzativi e in quel luogo, si rafforza la sua fede in Dio, accoglie la sofferenza e cerca in tutti i modi di aiutare gli altri ebrei. Anche in quella situazione tesse relazioni significative e registra tutto ciò che in quell’universo avviene, scrivendo un resoconto che verrà pubblicato dalla resistenza, fino al momento in cui lei e la sua famiglia vengono deportati con destinazione Polonia. Sono pagine molto intense in cui Etty cerca di descrivere il dramma che la circonda. La locomotiva manda un fischio terribile, tutto il campo trattiene il fiato, partono altri tremila ebrei… il sole splende sulla mia faccia, e sotto i nostri occhi avviene una strage, è tutto così incomprensibile. (s.t.)

image_pdfScarica il PDF