di Beppe Segre

OULX 2025: PASSEGGIATE PARTIGIANE

DOVE SIAMO
Mi trovo a Oulx, ovvero a Ulzio secondo la toponomastica imposta a suo tempo ai comuni dal Regime Fascista, oggi con circa 3.300 residenti, un piccolo comune di montagna, nell’alta valle Susa, ad un pugno di chilometri dal confine con la Francia.

Da alcuni anni il Comune di OULX, con la collaborazione di AR.TE.MU.DA, ovvero: l’Associazione Culturale Arte.Teatro.Musica.Danza, dell’Istituto Storico della Resistenza della Provincia di Torino, dell’ANPI Chiomonte Alta Valle Susa e di altre associazioni ancora, organizza eventi culturali e manifestazioni allo scopo di mantenere la memoria della resistenza sui suoi  territori.

COSA FACCIAMO

Oggi partecipiamo ad una passeggiata per le vie di Oulx, alla scoperta delle storie partigiane e dei suoi protagonisti. Si tratta di ricordare la Storia nei suoi vari aspetti; la partecipazione al progetto di storici, docenti, attori, l’integrazione di macrostoria e di microstorie, il riferimento ad avvenimenti ben conosciuti nella cittadina, le capacità comunicative del narratore rendono l’incontro estremamente interessante.

Gli attori dell’Associazione ArTeMuDa interpretano e danno voce a Cesare Alvazzi Del Frate e ad altri personaggi che hanno incontrato Cesare, come Ada Prospero Gobetti.

All’inizio e durante l’incontro, il coordinatore legge un sintetico elenco degli avvenimenti più importanti che hanno segnato la storia dell’Italia nell’ultimo secolo; degli avvenimenti che abbiamo studiato a scuola nei capitoli della Grande Storia: la Marcia su Roma, la dittatura di Mussolini, le Leggi Razziali, la guerra alla Francia, alla Grecia, all’Unione Sovietica, e a tutte le altre nazioni, lo Sbarco degli Alleati, la fuga ingloriosa del Re Vittorio Emanuele III, l’occupazione tedesca, la Resistenza.

Durante i trasferimenti da una tappa all’altra i partecipanti hanno l’occasione di vedere i cartelli “Un percorso nella memoria” con le storie dei Partigiani a cui sono state intitolate piazze e vie di Oulx, come Aldo Garambois, Guido Dorato, e altri.

PASSEGGIATA

Durante la passeggiata guidata, i partecipanti hanno modo di visitare luoghi normalmente non aperti al pubblico e di ascoltare il racconto di microstorie ad essi legate.
La prima tappa è dedicata all’edificio in cui l’11 luglio 1926 nacque il partigiano Cesare Alvazzi Del Frate, che ottenne di essere integrato nelle file della Resistenza a soli 17 anni nel 1944, fu comandante del Distaccamento 41ª Divisione Val Chisone, Brigata Monte Assietta e ufficiale di collegamento con le Forze Alleate.
Era la casa della famiglia della nonna materna dove nel 1787 era nata Maria Teresa Prat, la madre del Cavalier Luigi Des Ambrois de Névache; lì si sono conosciuti i genitori di Cesare, Elisa Prat e Alessio Alvazzi Del Frate, alto magistrato antifascista, maestro di Alessandro Galante Garrone.
Cesare era estroverso, generoso, allegro, ironico.

Raccontava di quando i francesi premevano per ottenere una parte della Val d’Aosta; in fondo erano una nazione vincitrice, e lui aveva risposto con una grande risata ed una sola parola risolutiva: “Jamais”.

Cesare Alvazzi del Frate è mancato nel 2023, alla vigilia del suo novantasettesimo compleanno.

Altra tappa della passeggiata è Casa Bermond, nel Borgo Superiore di Oulx dove, impersonando il medico partigiano Marco Bermond, un attore ci racconta le condizioni dei Partigiani dopo la sanguinosa battaglia del Monte Triplex – Col Basset del 17 luglio 1944.

La passeggiata termina alla Casa delle Culture, già Casa Littoria, dove gli attori di ArTeMuDa danno voce a Don Marabotto, prete partigiano, e alla sua beffa ai danni delle guardie alla Casa Littoria, storia raccontata nel suo diario “Un prete in galera“.

CONCLUSIONI

A cosa ho partecipato? Ad una approfondita lezione di Storia? Ad un seder ebraico? Ad una cerimonia laica?

Ripenso all’epigrafe dettata da Piero Calamandrei e intitolata alla Costituzione. Chi erano nella realtà i partigiani? “… uomini liberi, che volontari si adunarono, per dignità e non per odio, decisi a riscattare la vergogna ed il terrore del mondo”

Sono passati 80 anni ma sentiamo ancora e più che mai la necessità di avere come guida e riferimento l’esempio dei nostri “compagni giovanetti” che hanno rischiato e molte volte sacrificato le loro vite, affinché noi potessimo vivere in una Italia libera e giusta.

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