di Chiara Pilocane

Incontro e mostra all’Archivio di Stato di Torino

Il rotolo di rame che contiene indicazioni per trovare tesori favolosi in località altrimenti sconosciute, lo “scriptorium” di Qumran che probabilmente non è mai esistito, il primo libro a stampa datato nel quale le lettere dell’elegante carattere semicorsivo detto “Rashi” si sovrappongono come in una grafia manoscritta sono alcuni degli argomenti di cui si è discusso lo scorso giovedì 18 settembre all’Archivio di Stato di Torino. Fra le 17 e le 19 si è tenuto nell’auditorium di piazzetta Mollino l’incontro Il libro ebraico come oggetto materiale e fonte documentale. Dal periodo del Secondo Tempio all’introduzione della stampa, con gli interventi di Corrado Martone, professore ordinario di Lingua e Letteratura Ebraica all’Università di Torino, ed Edoardo Barbieri, professore ordinario di Storia del Libro e dell’Editoria, Bibliologia, e Storia e Forme della Comunicazione Scritta all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Le due presentazioni, rispettivamente intitolate La biblioteca di Qumran e “Impresse con stilo di ferro sul piombo”: qualche nota sulle prime esperienze della tipografia ebraica, hanno esplorato in particolare gli aspetti materiali e di produzione del libro ebraico, inteso questo nella sua più ampia accezione di supporto per testi letterari, e quindi nella forma di rotolo manoscritto a Qumran, nella forma di codice a stampa alla fine del Quattrocento. E ci hanno dimostrato che, se pure molto sappiamo di quando e come nascono tecniche, libri (e testi), qualcosa resta ancora da chiarire, per entrambe le epoche, su diversi aspetti della produzione libraria e sulle indicazioni storiche che da tali aspetti possiamo trarre.

L’incontro è stata la prima iniziativa di un progetto più ampio promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università, dall’Archivio Terracini e dall’Archivio di Stato nell’ambito delle attività della Giornata Europea della Cultura Ebraica, progetto che prosegue con una mostra, visitabile fino al 31 ottobre 2025 nei Saloni juvarriani dell’Archivio di Stato, e con altre attività di comunicazione e inclusione in programma per i prossimi mesi.

La mostra, che è stata inaugurata subito dopo la conferenza del 18, raccoglie documenti e libri dall’Archivio di Stato e dall’Archivio Terracini e ha lo scopo di documentare, ancorché attraverso poche testimonianze, la storia dei libri ebraici a Torino e in Piemonte, e la loro presenza nelle collezioni sia ebraiche sia sabaude.

È visitabile gratuitamente ogni giovedì dalle 15 e ogni venerdì dalle 11.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’Archivio Ebraico Terracini.

 

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