di Manfredo Montagnana
Credo che Piero Sraffa sia poco conosciuto nella sua città natale e nemmeno nella Comunità Ebraica di Torino di cui la sua famiglia faceva parte. Eppure collaborò con diverse importanti personalità della prima metà del secolo scorso, soprattutto fu uno dei più stimati ed affettuosi amici di Antonio Gramsci e uno degli allievi più vicini al grande economista inglese John Maynard Keynes.
Nato a Torino il 5 agosto del 1888 la sua vita fu inizialmente punteggiata da numerosi trasferimenti dovuti dapprima alle attività del padre Angelo, esperto di diritto commerciale e docente in varie università italiane e, successivamente, alla necessità di sfuggire alle persecuzioni del regime fascista.
Alla fine della I Guerra Mondiale Sraffa si laureò in Giurisprudenza all’Università di Torino con una tesi sull’inflazione, relatore Luigi Einaudi. Si recò in seguito per un anno alla prestigiosa London School of Economics dove Keynes lo invitò a collaborare con lui.
Rientrato a Milano nel 1922, frequentò ambienti socialisti e conobbe, tra gli altri, Carlo Rosselli. Purtroppo, con la marcia su Roma, il clima in Italia si fece pesante per lui e la sua famiglia (il padre Angelo ricevette due telegrammi minacciosi di Mussolini). Dopo avere inutilmente tentato di recarsi a Londra dalla Francia, rientrò in Italia nel 1924 dove fu professore di Economia politica presso l’Università di Perugia per poi vincere la cattedra presso l’Università di Cagliari nel 1926.
Nel frattempo, Gramsci, eletto al parlamento, rientrò in Italia dove fu arrestato e condannato dal tribunale speciale. Fu in questo periodo che si rafforzò il rapporto fra i due intellettuali, tanto che Sraffa, aiutato da Tatiana Schucht cognata di Gramsci, divenne un importante sostegno del dirigente comunista durante tutta la sua prigionia e fu il suo principale tramite con i vertici del PcdI.
Nel 1927, invitato da Keynes a tenere un corso all’Università di Cambridge, egli accettò e rimase per il resto della sua vita in quella città. Chiamato dopo qualche anno all’incarico di bibliotecario, fu libero di proseguire i suoi studi senza più il peso della didattica.
Con l’arrivo a Cambridge di Ludwig Wittgenstein nel 1929, si stabilì tra i due pensatori un profondo rapporto che si tradusse in una prolungata serie di incontri settimanali, destinata ad interrompersi con una clamorosa rottura nel 1947. È certo tuttavia che le discussioni con Sraffa portarono Wittgenstein a rivedere radicalmente la sua impostazione del problema del linguaggio come veniva esaminato nel Tractatus Logico-Philosophicus.
L’interesse di Sraffa per i problemi economici e sociali lo portò a rivolgere le sue ricerche nel campo dell’economia, ricerche che si susseguirono dopo la II Guerra Mondiale fino alla pubblicazione del suo più noto lavoro “Production of Commodities by Means of Commodities” nel 1960, che è stato successivamente la base per la critica alla teoria marxiana del valore.
Come riconoscimento dei suoi contributi, nel 1961 Sraffa ricevette la medaglia Söderström dell’Accademia reale svedese delle scienze che anticipava il Premio Nobel per l’economia istituito solo nel 1969.
Scomparve il 3 settembre 1983.





