di Emanuele Dalla Torre

Molti conoscono Gavriel Segre (1970-2025) per le sue opinioni sagaci e il suo carattere vivace, ma solo pochi sono a conoscenza della sua intensa attività scientifica. Ho avuto il privilegio di collaborare con Gavriel durante la sua visita alla Bar-Ilan University nel 2017. Il progetto su cui lavoravamo riguardava l’uso di materiali topologici per costruire computer quantistici, un ambito che apriva nuove frontiere nella tecnologia e nella comprensione della fisica moderna. Gavriel era fiero della sua identità ebraica e del suo profondo legame con Israele. Prima di partire per quella visita, salutò i suoi amici con un’e-mail dal titolo “my last email from the Golah”, un saluto che rivelava la sua emozione nel tornare nella terra che sentiva sua. Purtroppo, il nostro progetto si interruppe prematuramente a causa dell’aggravarsi dei suoi problemi di salute.

Gavriel nacque a Torino nel 1970. Si laureò in Fisica presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1997, dedicando la sua tesi alle “Bottiglie magnetiche su superfici di Riemann”, sotto la guida di prof. Gianni Jona-Lasinio. Nel 2002 ottenne il dottorato in Fisica all’Università di Pavia con una dissertazione su “Algorithmic Information Theoretic Issues in Quantum Mechanics”, supervisionata da prof. Alberto Rimini. Proseguì la sua carriera con una posizione post-dottorale dal 2004 al 2006 presso l’”International Center for Mathematical Modelling in Physics and Cognitive Sciences” di Växjö, in Svezia, sotto la direzione di prof. Andrei Khrennikov. Nella sua carriera accademica, Gavriel ha pubblicato articoli scientifici su riviste internazionali e piattaforme online. Il suo campo di ricerca si concentrava sull’intersezione tra fisica quantistica e teoria dell’informazione, un’area che esplorava come i principi della meccanica quantistica potessero rivoluzionare il calcolo e aiutarci a decifrare i misteri della natura. In parole semplici, Gavriel studiava come sfruttare le proprietà uniche del mondo quantistico per creare computer più potenti e comprendere fenomeni complessi.

Durante i suoi studi e la sua carriera, Gavriel ebbe l’opportunità di interagire e confrontarsi con molti fisici e matematici di fama internazionale come i professori Carlo di Castro, Piergiorgio Odifreddi, Mario Rasetti, Carlo Rovelli, e il premio Nobel Giorgio Parisi. Questi scienziati lo stimavano molto e gli erano vicini, apprezzando la sua mente brillante e la sua dedizione. Negli ultimi anni, purtroppo, Gavriel fu costretto a rallentare: gravi problemi di salute lo portarono a seguire terapie debilitanti che limitarono la sua attività scientifica.

Nonostante tutte le difficoltà, Gavriel non abbandonò mai il suo sogno di contribuire alla scienza. La sua passione e il suo impegno rimasero saldi fino all’ultimo, un esempio luminoso per chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo. La sua eredità vive non solo nei suoi lavori, ma nello spirito con cui ha affrontato ogni sfida, sempre guardando avanti con speranza e determinazione.

 


Emanuele Dalla Torre è un fisico italo-israeliano la cui ricerca si concentra sulla fisica della materia condensata, l’ottica quantistica e i sistemi atomici ultra-freddi. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso il Weizmann Institute of Science nel 2011. Attualmente è professore associato presso il Dipartimento di Fisica dell’Università Bar-Ilan in Israele e scienziato di Quantymize, una startup nel campo del calcolo quantistico e dell’ottimizzazione quantistica. In passato, ha lavorato come borsista post-dottorato presso il dipartimento di Fisica dell’Università di Harvard negli Stati Uniti.


Foto in alto: Il complesso universitario di Bar Ilan

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