di Baruch Lampronti

Un archivio non è solo un luogo di conservazione, ma uno spazio di scoperta, soprattutto quando ad attraversarlo sono occhi giovani e menti curiose. È quanto è accaduto con la classe prima secondaria della scuola ebraica in occasione del festival Archivissima, al quale l’Archivio Terracini partecipa sin dalle prime edizioni.

Il progetto nasce in occasione dello scorso Yom ha-Shoà, che la scuola celebra ogni anno con una giornata di studio e riflessione. Per la scuola secondaria si è colta l’opportunità di avviare un percorso conoscitivo dell’Archivio Terracini, con particolare attenzione all’uso delle fonti documentarie come strumento per una comprensione della storia diretta ed empatica.

Il tema individuato dalla scuola per gli approfondimenti di quest’anno era quello delle lettere: scritti personali, familiari o tra istituzioni, che raccontano vite, paure, speranze. L’Archivio Terracini, a pochi passi dai locali scolastici, conserva un patrimonio documentario ricco e particolarmente adatto a questa proposta. In particolare, alla prima secondaria è stata proposta l’analisi di alcune lettere tratte dal fondo familiare Revere, datate tra la fine del 1943 e l’inizio del 1944. Si tratta di carteggi toccanti, nei quali Silvia Revere riceveva notizie sul fratello Enrico, la cognata Emilia e la nipotina Adriana, residenti a La Spezia e da qualche tempo rifugiati a Vezzano Ligure. Dalle lettere emerge il sentimento di angoscia per l’arresto di Enrico, ma anche le speranze ancora accese e la fiducia che si tratti soltanto di un malinteso. Purtroppo, la vicenda condurrà invece alla deportazione e all’uccisione dell’intero nucleo familiare.

La storia della famiglia Revere è particolarmente cara alla scuola: negli anni ’50, per iniziativa della stessa Silvia e del nucleo ebraico di La Spezia, fu istituito il noto concorso scolastico in memoria della piccola Adriana, cui la scuola ebraica di Torino ha sempre dedicato attenzione e supporto. Il lavoro dei ragazzi si è quindi inserito in un solco di memoria già condiviso e sentito.

Nel corso del progetto, sviluppato con la prof. Maria Elena Ingianni, docente di storia della scuola, i ragazzi non si sono limitati alla lettura delle fonti: hanno visitato l’archivio, scoperto il funzionamento interno dei servizi al pubblico, compilato in prima persona la modulistica per la consultazione, riproduzione e pubblicazione dei documenti, e riflettuto sul significato di questi gesti. Si sono così avvicinati non solo alla storia, ma anche all’esistenza concreta dell’archivio come istituzione e come spazio di lavoro.

A partire da questo percorso, è stato realizzato un breve prodotto audiovisivo che l’Archivio Terracini ha pubblicato lo scorso 6 giugno in occasione di Archivissima 2025, disponibile sul sito del festival e sul canale YouTube della Comunità ebraica.

Nell’elaborato, i ragazzi stessi raccontano le tappe e gli esiti della loro ricerca, condividono riflessioni e danno voce alle testimonianze del passato attraverso le loro parole.

L’entusiasmo e l’attenzione con cui la classe ha accolto l’attività dimostrano quanto sia prezioso e fruttuoso il dialogo tra scuola e archivio. La partecipazione attiva, la scoperta, la possibilità di immedesimarsi in storie vere: tutto questo rende l’educazione storica più viva e incisiva.

L’Archivio Terracini intende senz’altro continuare a costruire, anche con i più piccoli, un rapporto stabile e significativo con il proprio patrimonio.

 

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