di Sergio Franzese
Parte prima
Raccontare la storia: Israele, memoria e Shoah nel graphic novel
In una precedente rassegna dedicata al rapporto tra ebraismo e fumetto, apparsa sulla rivista Keshet[1], avevo delineato un panorama ricco e articolato della produzione fumettistica internazionale su temi ebraici, dai pionieri del graphic novel americano agli autori europei e israeliani, con particolare attenzione alle opere tradotte in italiano. A partire dal 2010, anno della sua pubblicazione, la produzione fumettistica dedicata ai temi ebraici, alla Shoah e alla realtà israeliana contemporanea ha conosciuto un’ulteriore significativa evoluzione.
In questo contesto si inserisce anche la rubrica Comics & Jews, pubblicata dal 2010 nel mensile Pagine Ebraiche[2] dell’UCEI. Concepite come dossier tematici, queste pagine hanno offerto negli anni uno spazio di osservazione sul rapporto tra cultura ebraica e narrazione grafica, presentando autori e opere della produzione fumettistica internazionale. Attraverso articoli, interviste e recensioni, la rubrica ha contribuito a far conoscere al pubblico italiano il graphic novel come uno dei linguaggi più efficaci per interrogare memoria, identità e storia.
Il presente contributo si concentra principalmente sulle opere pubblicate dopo il 2010, mentre alcuni titoli ormai canonici – come Maus di Art Spiegelman o i lavori di Will Eisner – sono già stati discussi nella precedente rassegna.
Le nuove opere non si limitano a riprendere i filoni già consolidati — memoria, diaspora, identità e conflitto — ma li ampliano intrecciando autobiografia, reportage e riflessione politica. Il graphic novel si conferma così uno strumento privilegiato per rappresentare la complessità dell’esperienza ebraica contemporanea. All’interno di questo panorama articolato, alcune linee di sviluppo risultano particolarmente significative. In particolare, il graphic novel contemporaneo esplora l’esperienza ebraica attraverso tre principali direzioni narrative: la riflessione sulla società israeliana contemporanea, la rielaborazione della memoria della Shoah e le molteplici forme dell’identità diasporica.
Autori israeliani: memoria e presente
Negli ultimi anni il graphic novel israeliano ha conosciuto una significativa espansione, affermandosi come uno dei campi più vitali della narrazione grafica contemporanea e offrendo nuovi sguardi sulla memoria storica, sulla vita quotidiana e sulle tensioni politiche della società israeliana.
Tra le figure di maggiore rilievo del panorama israeliano contemporaneo si inserisce Rutu Modan, già nota per opere precedenti, che con La proprietà (2013) affronta il tema della restituzione dei beni ebraici nell’Europa orientale postcomunista. Il viaggio di una nonna e della nipote a Varsavia diventa occasione per esplorare i silenzi della memoria familiare e le ambiguità del ricordo. L’identità ebraica emerge qui come uno dei nodi irrisolti della storia europea, sospesa tra rimozione e rivendicazione.
Accanto a Modan, Asaf Hanuka propone con K.O. a Tel Aviv (2015–2017) una serie di racconti autobiografici in tre volumi ambientati nella quotidianità israeliana. Padre di famiglia e illustratore freelance, l’autore mette in scena le contraddizioni della vita moderna in Israele: precarietà economica, tensioni politiche, servizio militare, responsabilità genitoriali. L’ebraismo non è trattato in chiave dottrinale, ma come componente naturale dell’identità civile e culturale.
Negli anni successivi, Rutu Modan ha ulteriormente approfondito il proprio percorso con Tunnel (2021), opera ambientata tra Israele e i territori palestinesi, in cui archeologia, memoria storica e conflitto politico si intrecciano in una narrazione di forte complessità simbolica.
In questa linea di intreccio fra storia, memoria e geopolitica si inserisce anche Gerusalemme. Un ritratto di famiglia (2013) di Boaz Yakin e Nick Bertozzi, che propone un racconto che, attraverso le vicende di una famiglia, ripercorre diverse epoche della storia della città, alternando piani temporali e registri narrativi differenti, con un’attenzione particolare alla pluralità religiosa e culturale.
Una prospettiva diversa sulla città emerge in Cronache di Gerusalemme (2011) di Guy Delisle, reportage grafico nato dal soggiorno dell’autore canadese a Gerusalemme Est durante la permanenza della moglie, impegnata in una missione di Medici Senza Frontiere. Attraverso uno sguardo insieme ironico e disincantato, Delisle osserva la quotidianità della città e le tensioni che attraversano la società israeliana e palestinese. Il racconto, costruito in forma di diario di viaggio, alterna episodi di vita domestica, osservazioni sulla complessità politica del territorio e riflessioni sulle divisioni religiose e culturali che ne caratterizzano lo spazio urbano. L’opera contribuisce a restituire, attraverso il linguaggio del graphic reportage, la dimensione concreta e quotidiana di uno dei luoghi più simbolicamente densi della memoria e della storia ebraica.
Nel registro del reportage grafico si colloca anche Capire Israele in 60 giorni (e anche meno) (2010) di Sarah Glidden, resoconto illustrato di un viaggio organizzato negli Stati Uniti per giovani ebrei della diaspora. L’autrice partecipa al programma con uno sguardo dichiaratamente critico e trasforma l’esperienza in un’indagine personale sulle narrazioni politiche e identitarie legate a Israele. Attraverso uno stile grafico delicato e una narrazione diaristica, il libro riflette sul rapporto tra informazione, propaganda e formazione dell’opinione pubblica.
Shoah e politiche della memoria
Negli ultimi anni si è rafforzata la produzione di graphic novel dedicate alla Shoah, spesso con taglio biografico o documentario. Accanto alla testimonianza diretta della persecuzione emerge anche una riflessione più ampia sul modo in cui quel trauma continua a essere rielaborato dalle generazioni successive.
In questo contesto si inserisce anche Zwei Menschen. Il ponte (2024), pubblicata da Voglino Editrice. L’opera racconta l’incontro tra il comandante tedesco Alfred Grube e il medico ebreo Zaharia Siperstein, che durante la guerra sviluppano un rapporto fondato sul rispetto umano nonostante la condizione di persecutore e perseguitato. La narrazione collega inoltre passato e presente attraverso il dialogo tra le rispettive discendenti, trasformando la memoria familiare in una riflessione sul superamento dell’odio e sulla responsabilità della testimonianza.
Un esempio significativo è St. Louis. Il coraggio di un capitano (2021) di Sara Dellabella e Alessio Lo Manto, che ricostruisce la vicenda del transatlantico tedesco respinto nel 1939 con a bordo centinaia di ebrei in fuga dal nazismo. L’opera intreccia rigore documentario e narrazione emotiva, configurandosi come uno strumento di forte valore didattico e civile.
Un’altra significativa trasposizione grafica della memoria della persecuzione nazista è Un sacchetto di biglie (2011–2012) di Vincent Bailly e Kris, adattamento del celebre romanzo autobiografico di Joseph Joffo. L’opera racconta la fuga dei due fratelli ebrei Joseph e Maurice dalla Parigi occupata verso la Francia libera. Le illustrazioni ad acquerello di Bailly evocano la dimensione del ricordo e accompagnano una narrazione fedele al testo originale, rendendo il volume uno strumento efficace per avvicinare soprattutto i lettori più giovani alla memoria della Shoah.
A questo filone della memoria della persecuzione nazista si collega anche Anne Frank. Diario. Il graphic diary (2017) adattamento grafico di Ari Folman e David Polonsky, trasposizione a fumetti del celebre diario di Anne Frank. L’opera rielabora il testo originale attraverso un linguaggio visivo ricco di metafore e sequenze immaginative, trasformando le riflessioni della giovane autrice in una narrazione grafica capace di avvicinare nuove generazioni alla memoria della Shoah.
Sempre nel solco della biografia esemplare si inserisce Bartali (2022) di Julian Voloj e Lorena Canottiere, dedicato al campione ciclistico che, durante l’occupazione nazista, contribuì al salvataggio di numerosi ebrei. Il racconto sportivo si intreccia qui con la memoria della persecuzione, mostrando come l’eroismo possa assumere forme silenziose ma decisive.
La riflessione sulla memoria europea si amplia inoltre in una prospettiva transnazionale con Undesirables. A Holocaust Journey to North Africa (2023) di Aomar Boum e Nadjib Berber, pubblicato dalla Stanford University Press. L’opera affronta la Shoah nelle colonie francesi del Maghreb, aprendo uno spazio narrativo raramente esplorato nel fumetto e mettendo in luce le dinamiche coloniali e le persecuzioni antiebraiche in Nord Africa.
In ambito italiano, particolare rilievo assume anche Liliana e la sua stellina (2020), di Matteo Mastragostino e Tommaso Valsecchi, pubblicato da People, che racconta la storia di Liliana Segre attraverso uno sguardo rivolto ai più giovani. La memoria della Shoah viene qui tradotta in una forma accessibile ma non semplificata, capace di trasmettere consapevolezza storica alle nuove generazioni.
Un ulteriore contributo alla riflessione sulla memoria della Shoah attraverso il linguaggio del fumetto è rappresentato dalle graphic novel dedicate alla figura di Primo Levi. Tra queste spicca Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi (2014) di Pietro Scarnera, pubblicata da Coconino Press e riproposta in una nuova edizione nel 2022. L’opera non si configura come una semplice biografia illustrata, ma come un percorso narrativo che intreccia episodi della vita dello scrittore torinese con citazioni tratte dai suoi libri e dalle interviste. L’autore si sofferma non solo sull’esperienza concentrazionaria, ma anche sulla vita di Levi dopo Auschwitz: il ritorno a Torino, il lavoro di chimico, l’attività di scrittore e testimone della memoria. Scarnera privilegia una dimensione intima e riflessiva, sostenuta da un tratto grafico essenziale che restituisce la complessità della figura intellettuale di Levi. L’opera ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale con il Prix Révélation al Festival di Angoulême.
Alla figura di Levi è dedicata anche la graphic novel Primo Levi (2017), sceneggiata da Matteo Mastragostino e disegnata da Alessandro Ranghiasci per l’editore BeccoGiallo. Il volume propone una ricostruzione narrativa della vita dello scrittore attraverso una struttura che alterna il racconto autobiografico e la testimonianza storica, rendendo accessibile a un pubblico ampio – e in particolare ai lettori più giovani – l’esperienza della deportazione e il valore civile della memoria. Entrambe le opere testimoniano come il graphic novel contemporaneo possa diventare uno strumento efficace per trasmettere e rielaborare la lezione morale e letteraria di Primo Levi.
Se il graphic novel contemporaneo ha trovato nella Shoah uno dei suoi nuclei tematici più solidi e riconoscibili, le opere degli ultimi anni mostrano come la memoria della persecuzione non sia più soltanto oggetto di testimonianza diretta, ma terreno di continua rielaborazione narrativa e culturale.
Dalla ricostruzione documentaria alle biografie esemplari, fino alle nuove geografie della persecuzione, il fumetto si conferma uno spazio privilegiato per interrogare il passato e renderlo accessibile a pubblici differenti, senza rinunciare alla complessità.
Ma è proprio nel passaggio generazionale che questa memoria rivela nuove tensioni e nuovi interrogativi. Che cosa accade quando il racconto della Shoah non è più affidato ai testimoni diretti, ma ai figli e ai nipoti? In che modo il trauma si trasforma, si trasmette, si reinventa?
È su questo slittamento – dalla storia alla memoria, dalla testimonianza all’eredità – che si concentrano molte delle opere più significative del graphic novel contemporaneo, al centro della seconda parte di questo percorso, nel prossimo numero.
[1] Keshet, vita e cultura ebraica, n.1/2 giugno-luglio 2010 <https://tinyurl.com/2njeduyh>
[2] <https://moked.it/paginebraiche/archivio/>
Bibliografia essenziale (2011-2025)
• Modan, Rutu, Ha-Nekhasim / The Property, Drawn & Quarterly, Montréal 2013 → La proprietà, Coconino Press, Bologna 2014
• Hanuka, Asaf, K.O. Tel Aviv (tit. orig. ebr. Krav Egrof), Kinneret Zmora-Bitan Dvir, Tel Aviv 2015–2017 → K.O. a Tel Aviv, Bao Publishing, Milano 2015–2016
• Modan, Rutu, Tunnels, Drawn & Quarterly, Montréal 2021 → Tunnel, Coconino Press, Bologna 2023
• Yakin, Boaz – Bertozzi, Nick, Jerusalem: A Family Portrait, First Second, New York 2013 → Gerusalemme. Un ritratto di famiglia, Panini Comics, Modena 2013
• Delisle, Guy, Chroniques de Jérusalem, Delcourt, Paris 2011 → Cronache di Gerusalemme, Rizzoli Lizard, Milano 2012
• Glidden, Sarah, How to Understand Israel in 60 Days or Less, Vertigo, New York 2010 → Capire Israele in 60 giorni (e anche meno), Rizzoli Lizard, Milano 2011
• Raweh Susanne Ruth, Grube Isabel (illustrato da Max Cambellotti) – Zwei Menschen. Il ponte – Voglino Editore, Torino, 2024
• Dellabella, Sara – Lo Manto, Alessio, St. Louis. Il coraggio di un capitano, Round Robin Editrice, Roma 2021
• Bailly, Vincent – Kris, Un sac de billes, Futuropolis, Paris 2011–2012 → Un sacchetto di biglie, Rizzoli Lizard, Milano 2013
• Folman, Ari – Polonsky, David, Het Achterhuis: De graphic novel, Prometheus, Amsterdam 2017 → Anne Frank. Diario. Il graphic diary, Einaudi, Torino 2017
• Voloj, Julian – Canottiere, Lorena, Bartali, Coconino Press, Bologna 2022
• Boum, Aomar – Berber, Nadjib, Undesirables. A Holocaust Journey to North Africa, Stanford University Press, Stanford 2023
• Mastragostino, Matteo – Valsecchi, Tommaso, Liliana e la sua stellina, People, Milano 2020
• Scarnera, Pietro, Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi, Coconino Press, Bologna 2014 (nuova ed. 2022)
• Mastragostino, Matteo – Ranghiasci, Alessandro, Primo Levi, BeccoGiallo, Padova 2017





